Giugno 2018

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SOTTO LA LENTE Vento in poppa

Giro d’Italia in barca a vela

Partito il 22 aprile da Venezia, il velista in carrozzina Marco Rossato ha un progetto ambizioso: circumnavigare l’Italia in 63 tappe con il progetto “Tri_Sail4all” e monitorare l’accessibilità dei porti. Per dimostrare che anche le persone disabili possono andare per mare

Elisabetta Proietti

Muttley è sempre lì, sonnecchia avvolto nel suo salvagente rosso. Cerca le posizioni migliori per non essere infastidito troppo dal vento. Il cane sta 24 ore su 24 con il suo padrone e, nonostante il mare a volte per lui sia fastidioso, stare lontano da Marco per lunghi mesi sarebbe una pena insostenibile. Il padrone, che lo porta con sé sul trimarano Dragon Fly 800 Swing Wing, è Marco Rossato, velista con disabilità. Che, mette subito in chiaro, dal concetto di limite e di impedimento non è stato mai scalfito. Anche dopo l’incidente in moto avvenuto quando aveva 27 anni, che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe: «Ho visto da subito la disabilità come un ostacolo da superare. La mia testa è fatta così. Ero ancora in ospedale e già mi sono messo a cercare quali opportunità avrei avuto di praticare la mia grande passione, la vela».

Oggi Rossato sta realizzando il primo giro d’Italia in solitaria in trimarano. È partito il 22 aprile dall’Arsenale di Venezia e circumnavigherà tutto lo Stivale in 63 tappe, percorrendo circa 4mila chilometri. La sua passione per la vela nasce nel febbraio 1998, a 24 anni, durante un viaggio premio a Cuba. Sulla spiaggia conosce dei ragazzi che escono in catamarano sull’Atlantico e gli propongono di andare con loro. «Per me, montanaro nato a Vicenza, lo sport fino a quel momento era stato trekking in montagna e sci. Un’esperienza folgorante».

Tre anni dopo, quando ha avuto l’incidente, fa una scoperta sul web: «A Sabaudia (Latina) era stata varata una barca che poteva essere guidata da una persona in carrozzina e mi sono iscritto lì al corso di vela». Non mancano le sorprese e i segnali che la strada è tracciata: «Il capitano del porto mi parlava in dialetto veneto: era figlio di un ammiraglio della marina militare e discendeva da famiglia veneziana. Con lui si è creato un legame forte ed è grazie alla sua ispirazione che dal 2005 al 2017 sono stato fondatore e presidente della scuola di vela accessibile», nella città lagunare.

All’inizio di quest’anno a Rossato è stato proposto di diventare presidente della classe paralimpica Hansa 303: «Andrea Stella, con il quale collaboro dal 2009, mi ha ceduto il timone. All’inizio di quest’anno ho anche messo in piedi l’associazione sportiva Timonieri sbandati, che promuove il progetto “Tri_Sail4all” e l’attuale viaggio».

Dal battesimo dell’acqua al largo delle coste cubane, Marco ha sempre cullato il sogno di tornare lì un giorno, in barca a vela, da solo: «Lo farò, ma per il momento la traversata atlantica è complicata e onerosa; così, con il supporto delle sezioni della Lega navale italiana, ho intrapreso il giro d’Italia». “Tri_Sail4all” è un progetto possibile «grazie a uno staff a terra di persone incredibili» che si adoperano per curare ogni aspetto, a partire dalla ricerca degli sponsor. Sono soci della Lega navale di Desenzano del Garda e di Padova, dove Rossato è tesserato e fa l’istruttore, e soci dei

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