Giugno 2018

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o altra diagnosi di “funzionamento un po’ inconsueto” può riuscire a fare tutto». Le interviste e gli incontri «hanno evidenziato alcune difficoltà legate alla sensibilità ai suoni, agli odori, al tatto, problemi a gestire gli stati d’ansia e i rapporti con gli altri, a seguire le attività di tutti i giorni. Nella progettazione degli oggetti, inoltre, gli studenti hanno tenuto conto del fatto che molte persone con disturbo dello spettro autistico sono visual thinker: cioè la loro memoria è visiva», spiega la Aakesson.

Ecco allora i tappi per il naso, l’auricolare che regola il rumore esterno, il gioco da tavolo che aiuta i bambini autistici a imparare i comportamenti sociali. «L’idea è nata da una constatazione personale: tra tutte le mie amiche sparse in giro per l’Europa, tre hanno figli a cui è stata diagnosticata una qualche forma di autismo e una ha la sindrome di Asperger. Da qui la volontà di rendersi utili, anche perché il design per l’impatto sociale lavora proprio per la salute e il benessere delle persone o per la sostenibilità ambientale. Siamo partiti dunque dall’analisi dei prodotti user friendly già esistenti sul marcato per capire cosa c’era, cosa mancava e cosa poteva essere migliorato».

Il risultato? Dodici soluzioni per la neurodiversità presentate in aprile a Bologna in occasione di Exposanità. «Per ora si tratta solo di prototipi ma, visto che abbiamo già ricevuto delle richieste, la volontà è quella di cercare dei finanziamenti, compreso il crowdfunding, magari in partnership con qualche associazione, per arrivare alla loro industrializzazione», spera Aakesson.

A lato, Tiktok. In alto, Snoez e IN|U; sotto, My.
Al progetto “A come Atipico!” hanno lavorato i futuri designer Agnese Rovito, Giulia Verticchio, Stefano Pellino, Valentino Chidiac, Marlene Aschettino, Maria Angelica Ruiu, Gabriele Nappi, Francesco Della Monica, Carlo Maria Crespi Perellino, Didier Barontini e Chiara Calvo.

Ecco i progetti per vivere meglio

Questi sono gli oggetti realizzati dagli studenti dall’Istituto europeo di design di Roma per chi soffre di disturbi dello spettro autistico.

  • IN|U, tappi per il naso. In silicone morbido, fatti a forma di piercing, bloccano completamente gli odori.
  • My, auricolare che regola il rumore. Un semplice touch per decidere se eliminare il suono esterno, lasciarlo entrare, sentire una voce amica o la musica.
  • 123 Task Cards, carte con figure a ologramma per spiegare le sequenze temporali. Aiutano ad apprendere e memorizzare le azioni quotidiane. Tascabili, con raccoglitore ad anelli.
  • Snoez, un snoezelen portatile. Grande quanto un orologio da polso, emette luci e suoni tranquillizzanti, permettendo di creare ovunque una “stanza” multisensoriale.
  • Tiktok, l’avatar che aiuta nei giochi sociali. Per imparare comportamenti e relazioni, raccontando anche i propri stati d’animo.
  • My Joy, gioielli calmanti. Ruvidi, lisci, rigati, bucati, morbidi o duri, si possono girare, premere e schiacciare. Sono ispirati alla natura e alle forme organiche.
  • iCan, un’app per organizzare il tempo. Aiuta a ricordare le attività che si devono svolgere durante la giornata e la settimana. Si può personalizzare con foto di famiglia, amici o altre persone care.
  • Hugget, gilet gonfiabile. Per ricevere un abbraccio quando è necessario non agitarsi e sentirsi al sicuro o protetti.
  • Tdress, gioco di comprensione del clima. Un termometro e una tavolozza con quattro ruote dentate, colorate e cambiabili, aiutano ad associare la temperatura esterna a un vestito o una stagione.
  • Penna termometro. Strumento terapeutico per gestire lo stress. Divisa in fasce dentate, colorate e che ruotano, dà un feedback visivo a un sentimento per capire e gestire il proprio stato d’animo.
  • Blush, set di bicchieri e caraffa. Pensato per evitare rovesciamenti accidentali, ha parti colorate con vernici sensibili al calore: il cambio di colore al tatto ricorda di non lasciare la presa.
  • T-shirt massaggiatrice. Ha un inserto in silicone con all’interno dei massaggiatori che vengono azionati con l’appoggio della schiena a una superficie per rilassarsi.

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