Maggio 2018

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ANNIVERSARI

L’Anffas festeggia 60 anni al fianco di chi ha una disabilità intellettiva

Era il 1958 quando Maria Luisa Menegotto, madre di un bambino disabile, fondò l’Anffas insieme ad altri dieci genitori. L’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale festeggia dunque i suoi 60 anni di lavoro, impegno, battaglie civili e sociali. L’obiettivo, oggi, è lo stesso di allora: ottenere più diritti, pari opportunità e maggiore integrazione. Molto è stato fatto lungo il cammino, ma sono ancora tanti gli ostacoli da affrontare, le barriere da superare e i traguardi da raggiungere per la piena inclusione e la non discriminazione. Attualmente sono circa un migliaio le strutture associate ad Anffas in Italia, al fianco di oltre 30mila persone disabili e dei loro familiari.

IDENTIKIT

Caregiver familiari: donne e sole

Donna, tra i 45 e i 54 anni, a cavallo tra vita professionale e ruolo di madre, sola nel prendersi cura del proprio genitore non autosufficiente, arrabbiata, stressata e con un forte senso di colpa. È il ritratto dei caregiver familiari, oltre tre milioni in Italia, emerso dai dati raccolti in quasi due anni da villagecare.it, la piattaforma nazionale che si occupa di orientamento e sostegno per chi si prende cura di anziani fragili. Il 59% degli accuditi soffre di patologie neurodegenerative, mentre il 41% presenta problemi cardiaci, respiratori o motori.

TERRA E LAVORO

Agricoltura sociale, vitalità col freno

Il Rapporto sull’agricoltura sociale in Italia, realizzato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, fotografa un settore vitale ma che subisce battute d’arresto e ha sempre più bisogno del sostegno di fondi. L’indagine ha censito 1.200 realtà, soprattutto medio-piccole, di cui il 46% sono cooperative sociali. L’attività maggiore è l’inserimento di lavoratori disabili e svantaggiati (71%), la fascia di fatturato più numerosa è quella tra 8 e 25mila euro e la vendita dei prodotti avviene direttamente o tramite gruppi di acquisto solidale e mercati contadini.

ROMA

A mani tese per aiutare i genitori quando nasce un bimbo disabile

Non è facile essere genitori, soprattutto quando nasce un bambino disabile. Parte da questa premessa “A mani tese”, il progetto pensato per quelle famiglie che si ritrovano ad affrontare i primi mesi di vita di un bambino con una disabilità importante. In loro soccorso – per ora si tratta di 24 nuclei familiari di Roma – è venuta la cooperativa sociale L’Accoglienza, sostenuta dalla Fondazione Charlemagne e dalla Chiesa valdese. Perché la paura più forte per i neogenitori è quella di sentirsi impreparati a gestire la routine quotidiana. Il progetto offre anche ore di baby-sitteraggio esperto, weekend di sollievo e counselling di coppia; prevede inoltre un centro di ascolto e l’attivazione di un gruppo di mutuo aiuto fra genitori. [Carmela Cioffi]

Dalla Regione Emilia Romagna aiuti concreti ai non udenti.

Si tratta di tre iniziative finanziate con oltre 200mila euro, affidate alle sedi locali di Ente nazionale sordi, Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi), Associazione genitori con figli audiolesi di Bologna, che prevedono sportelli di segretariato sociale per orientare le persone con disabilità uditive nell’accesso ai servizi loro dedicati, interpretariato nella Lingua dei segni e sottotitolazione per abbattere le barriere della comunicazione.

Autismo: troppi Paesi senza accesso a diagnosi e trattamenti.

Soprattutto nelle zone del mondo più a basso reddito. Per reagire a questo squilibrio, segnalato dall’Organizzazione mondiale della sanità, all’Ospedale Bambino Gesù di Roma è nato un network internazionale composto da clinici e ricercatori provenienti da quattro continenti. L’obiettivo è sviluppare e condividere protocolli di intervento aperti, meno costosi e più facilmente fruibili.

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