Maggio 2018

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L’ESPERTO RISPONDE Numero verde 800/810810

Previdenza

Ho sentito parlare di prestazione assistenziale e prestazione previdenziale: che differenza c’è tra l’una e l’altra? Nel mio caso specifico ho un’invalidità civile del 67%. Non percepisco denaro o alcun tipo di assegno.

È possibile accedere a riconoscimenti diversi che danno diritto a provvidenze economiche differenti, secondo la categoria a cui si appartiene: quelli che possono essere richiesti per invalidità civile e quelli a cui è possibile accedere solo nel caso che si svolga attività lavorativa. Per invalidità civile s’intendono gli accertamenti effettuati dall’Asl, a cui possono accedere tutte le persone disabili, senza limiti di età e indipendentemente dallo svolgimento di un’attività lavorativa. In questo caso si parla di prestazioni assistenziali, perché sono concesse solo a titolo della minorazione indipendentemente da una posizione contributiva.

L’inabilità lavorativa, invece, si riferisce ai riconoscimenti che possono essere richiesti soltanto da coloro che, avendo un’invalidità, svolgono attività lavorativa. In questa situazione gli accertamenti devono essere effettuati dagli enti previdenziali di appartenenza; le prestazioni economiche a cui si avrà diritto sono dette previdenziali, poiché presuppongono l’attività lavorativa dell’interessato con i conseguenti anni di contribuzione richiesti. Le prestazioni assistenziali non sono esportabili all’estero, mentre quelle previdenziali, essendo frutto di attività lavorativa con conseguente versamento di contributi, possono essere esportate.

Agevolazioni

Mio padre, deceduto poche settimane fa, aveva acquistato un’auto nel 2015 con le agevolazioni riservate alle persone disabili trasportate con gravi difficoltà di deambulazione; aveva usufruito solo delle prime due rate di rimborso, nel 2016 e nel 2017, per la detrazione del 19%. Per i suoi spostamenti ho sempre guidato io il mezzo, non essendo lui in grado di farlo. Volevo sapere se, compilando il Modello unico per conto di mio padre deceduto, posso indicare la somma delle due rate residue, per non perdere il diritto alla detrazione della spesa sostenuta.

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) la spesa per l’acquisto di veicoli da parte delle persone con disabilità è detraibile nella misura del 19% e nel limite di 18.075,99 euro; può essere rateizzata in quattro quote annuali costanti e di pari importo.

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate del 9 aprile 2002 n. 113/E ha stabilito che la soglia dei 18.075,99 euro vale solo per le spese di acquisto del veicolo, restandone escluse le ulteriori spese per eventuali interventi di adattamento necessari a consentirne l’utilizzo da parte della persona con disabilità, non essendo necessario, per le persone con grave limitazione della capacità di deambulazione o pluriamputate, l’adattamento del veicolo (tipo pedana sollevatrice, ecc.).

La circolare dell’Agenzia delle entrate del 1 giugno 2012 n. 19/E ha stabilito che l’erede può presentare la dichiarazione dei redditi del deceduto e, nel compilare il relativo Modello unico, può portare in detrazione in un’unica soluzione la terza e la quarta rata, indicando la somma delle due rate residue, senza compilare la casella relativa al numero della rata.

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