Maggio 2018

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RUBRICHE Scuola

Tutti in classe con gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione

Il compito di queste figure è quello di favorire il processo d’integrazione e di apprendimento attraverso strategie, strumenti e materiali diversi. L’obiettivo? Rendere accessibili tutti i contenuti didattici

Antonello Giovarruscio

Gli alunni con disabilità, al fine di una vera inclusione scolastica, possono avere bisogno di forme diverse di supporto e di assistenza all’educazione, così in base ai nuovi criteri di “razionalizzazione” della scuola sono nate nuove figure specialistiche di supporto all’insegnamento. Nello specifico, l’assistente per l’autonomia e la comunicazione ha il compito di facilitare l’integrazione scolastica dell’alunno con disabilità nell’ambito delle attività didattiche, stimolando l’autonomia e la socializzazione con la classe al fine di potenziare le sue relazioni, migliorare l’apprendimento e la vita di relazione e supportare la partecipazione alle diverse attività.

La figura di questo assistente è prevista dall’articolo 13 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 e va richiesta al dirigente scolastico, che deve inoltrare tempestivamente una richiesta all’ente locale. A differenza dell’insegnante di sostegno, l’assistente opera ad personam e collabora in team con le altre figure educative e assistenziali, secondo quanto stabilito nel Piano educativo individualizzato (Pei). Inoltre il suo profilo è distinto non solo da quello del docente di sostegno, ma anche da quello dell’assistente di base e igienico-personale. Gli enti locali, o quelli con essi convenzionati, sono tenuti a fornire gli assistenti per l’autonomia agli alunni non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti e gli assistenti per la comunicazione agli alunni con grave difficoltà di comunicazione dovuta a qualsiasi causa.

Per favorire il processo d’integrazione e di apprendimento, l’assistente deve: applicare metodi per la programmazione e la valutazione didattica ed educativa con specifica attenzione all’acquisizione delle autonomie e alla socializzazione in contesti di apprendimento; comprendere i bisogni dell’alunno e del gruppo classe per la progettazione di appropriati interventi didattici e socio-educativi per l’integrazione; identificare modalità di informazione e scambio comunicativo tra il contesto scolastico (insegnanti, specialisti, ecc.) e la famiglia; rilevare le risorse e le potenzialità attivabili dell’allievo al fine di tradurle in finalità educative concretamente perseguibili.

La legge 104/92 si limita a prevedere in maniera generica che il personale sia appositamente qualificato e specificamente formato per poter svolgere il compito di assistente per l’autonomia e la comunicazione, perché non esiste una normativa in tal senso. Con l’approvazione del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 66, si prevede che siano individuati i criteri per una progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza, anche attraverso la previsione di specifici percorsi formativi in coerenza con le mansioni dell’assistente di base e igienico-personale.

Per quanto riguarda le competenze,l’articolo 139 comma 1 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 attribuiva l’assegnazione dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale alle Province per gli studenti con disabilità della scuola secondaria di secondo grado. La legge 7 aprile 2014 n. 56 ha abolito le competenze delle Province riguardanti anche l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione e ha stabilito che le Regioni dovranno approvare apposite norme per attribuire ai nuovi enti (città metropolitane, unioni di Comuni, ecc.) le competenze delle vecchie Province.

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