Maggio 2018

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CULTURA

LIBRI

Prima biografia di Antonio Maglio. Il ricordo della vedova e del Cip

Luca Saitta
Senza barriere. Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi
Inail 2018
116 pagine, sip

È una delle figure che hanno fatto la storia del nostro Paese più misconosciute in assoluto. Un personaggio quasi dimenticato, a cui solo ora è stato dedicato un libro, Senza barriere. Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi, edito dall’Inail. E infatti questo neuropsichiatra del Centro paraplegici “Villa Marina” di Ostia può essere considerato come il padre del movimento paralimpico in Italia, perché – in concomitanza con le Olimpiadi – portò a Roma i Giochi di Stoke Mandeville, i Giochi internazionali per persone disabili ideati dal neurologo Ludwig Guttmann alle porte di Londra per riabilitare i reduci di guerra, dando luogo alla prima Paralimpiade della storia. Era il 1960.

A rievocare il celebre medico dell’Inail è la vedova, Maria Stella Calà: «Solo con la comunicazione della memoria si può fare cultura. Per questo è importante un “libro di storia” come quello appena scritto da Luca Saitta e pubblicato dall’Istituto – commenta –. Io ho sempre combattuto per commemorare la sua figura: trovavo ingiusto che il suo ruolo di “importatore” della sport-terapia in Italia non trovasse un adeguato riconoscimento. Antonio era un uomo eccezionale; il suo unico amore è stato il mondo della disabilità, l’ho scritto anche nel suo necrologio».

Maglio è morto nel 1988. «Il suo primo estimatore, dopo Guttmann, a cui era legato da una forte amicizia, è stato Luigi Amadio, ex direttore generale della Fondazione Santa Lucia di Roma, che ha promosso dei tornei internazionali di basket in carrozzina in sua memoria». Una decina d’anni dopo è arrivata l’intitolazione di una strada capitolina, dal 2008 lo onora anche la Federazione italiana pallacanestro in carrozzina, ma è solo di recente che Antonio Maglio ha ottenuto i riconoscimenti istituzionali dovuti. «Mi ha toccato molto il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di consegna della bandiera tricolore agli atleti in partenza per i Giochi di Rio 2016: ha definito mio marito una “figura straordinaria”, un “precursore”, un uomo “d’avanguardia”. A gennaio di quest’anno, poi, è arrivato il Collare d’oro al merito sportivo. L’ho ritirato io direttamente dalle mani dei numeri uno del Coni e del Comitato italiano paralimpico», aggiunge Maria Stella Calà. Ultimamente la vedova Maglio ha ritrovato anche un vecchio documento scritto dal dottor Guttmann in occasione dei Giochi di Roma; recita: «Io considero il dottor Maglio come un esperto nel complesso mondo della paraplegia e dello sport per disabili. In questo, è senza dubbio un pioniere in Italia». Chissà se erano vagamente consapevoli di quello che sarebbero diventate le Paralimpiadi oggi.

Ma a ricordare il padre del movimento paralimpico nel no-

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