Maggio 2018

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CRONACHE ITALIANE Milano

Voglia di cinema

Film, documentari e libri sulla disabilità raccolti dalla Ledha nella sua mediateca: oltre 350 titoli per ragionare su come cinema e narrativa contribuiscono a costruire un tema che solo da qualche anno è entrato nell’immaginario collettivo sia degli autori sia della gente comune

Dario Paladini

Al Gobbo di Notre Dame sono state dedicate diverse pellicole: la prima risale al 1939. Non c’è da meravigliarsi. La presenza di personaggi con disabilità è una costante nelle diverse epoche della storia del cinema. «Il motivo è semplice: fa parte della vita», spiega Matteo Schianchi, storico e coordinatore della mediateca Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), inaugurata nel mese di febbraio a Milano. «Oggi noi concepiamo la disabilità in termini di diritti – continua –. Non era così in passato, ma è interessante ragionare su come il cinema abbia contribuito a costruire l’immaginario intorno alla disabilità».

Con il passare degli anni la persona disabile è stata vista come un errore (mostruoso) della natura, oppure come una persona malata, come un essere senza intelligenza o come un eterno bambino. Ma nella storia recente del cinema ci sono opere che riescono a svelare al grande pubblico la quotidianità della persona con disabilità, con i suoi sentimenti, desideri, sogni e difficoltà. Sono film che aiutano a superare pregiudizi e paure. Basti pensare a Figli di un dio minore (del 1986, che racconta la storia d’amore tra un insegnante e una donna sorda), Rain man (del 1988, con Dustin Hoffman nei panni di una persona con disturbi dello spettro autistico), Forrest Gump (del 1994, con Tom Hanks nel ruolo di un giovane con problemi di ritardo mentale), Quasi amici (del 2011, nella foto, che racconta il rapporto tra una persona tetraplegica e il suo singolare badante) o le tante pellicole statunitensi che raccontano la disabilità attraverso le storie dei reduci (feriti, mutilati o traumatizzati) di guerra.

Tra il 1982 e il 1998 la Ledha ha organizzato quattro edizioni di “Lo sguardo degli altri”, festival del cinema sulla disabilità. E oggi rinnova il suo impegno in campo culturale e artistico mettendo a disposizione del pubblico una mediateca con 150 film o documentari e circa 200 libri di narrativa. «Alcune pellicole proiettate durante le varie edizioni del festival non sono più state viste in pubblico», riferisce Schianchi. In catalogo, consultabile online su Ledha.it, anche film degli anni Venti; la ricerca può essere fatta anche per tipo di disabilità (sensoriale, motoria, intellettiva o psichica) oppure per genere (azione, commedia, documentario, drammatico, giallo, grottesco e sentimentale). Si va così da L’uomo che ride del 1928, tratto da un romanzo di Victor Hugo, a Il colore nascosto delle cose diretto nel 2017 da Silvio Soldini, in cui un pubblicitario in carriera viene spiazzato dalla relazione con la sua osteopata cieca.

La Ledha non si limiterà al prestito di libri e dvd,ma proporrà incontri, seminari e convegni in luoghi particolarmente significativi. Come per il convegno che ha fatto da cornice al lancio della mediateca. Intitolato “Lo sguardo del cinema sulla disabilità”, si è svolto a Robb de mat, caffè bistrot (nello storico ed ex quartiere operaio milanese di Dergano) che «alle cose buone e sa

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