Maggio 2018

Visualizza la pagina 12 di SuperAbile Inail di Maggio 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  - CONTINUA DA PAGINA 12

la mia carrozzina e già pensavo a nuove avventure». Passano poco più di due anni e Tassi torna subito in pista. «Sono stato il primo disabile al mondo a concludere una gara in Africa, con il Rally del Marocco – continua –. Poi ho partecipato a qualche gara del campionato europeo, dove ho riportato degli ottimi risultati, per arrivare primo assoluto in una gara del campionato italiano (il Raid dei Templi in Campania, ndr) in mezzo ai colleghi normodotati. Lo sport motoristico non guarda la disabilità. Il nemico di tutti è il cronometro. Chi impiega meno, vince».

Tornare in gara non è stato facile, spiega Tassi.«Per ottenere la mia prima licenza da pilota e poter gareggiare in Marocco, sono dovuto andare in Francia: in Italia avrei dovuto prima affrontare almeno cinque corse e ottenere dei risultati». Al ritorno dal Marocco, però, il suo nome era ormai sui giornali e anche in tv; quindi allinearsi con le norme italiane non è stato più un problema. Tanto che oggi Tassi è membro del consiglio nazionale proprio della Fisaps. «Cerco di trasmettere la mia esperienza – racconta – anche con dei corsi rivolti sia a chi vuole riprendere a guidare, sia a chi intende affrontare la guida a livello agonistico».

Fra le tante gare a cui Tassi ha partecipato negli anni, la Dakar è quella che lo rende più orgoglioso. «È il sogno di tutti quelli che praticano questo sport – sottolinea –. Ho partecipato nel 2017 con tante difficoltà: una persona come me ha bisogno di supporti importanti e avevo un team che mi seguiva. Eppure siamo arrivati primi per la classe T2 benzina e quarantunesimi assoluti. Un risultato inaspettato».

La sfida alla Dakar, però, non è stata solo quella di dimostrare che anche un pilota disabile può affrontare la gara più dura del mondo. La vettura di Tassi, infatti, non aveva dispositivi speciali. «Ho scelto di guidare con gli ausili che si utilizzano tutti i giorni per far capire che conta soprattutto la volontà – spiega il pilota –. Ho montato un semplice acceleratore a cerchiello sul volante e il freno orizzontale dietro. Abbiamo affrontato la prima parte della gara a 47 gradi per poi arrivare anche a cinquemila metri con temperature di due gradi».

Intanto il suo R Team è già al lavoro su altre sfide: dalla Dakar in camion o su un side by side (fianco a fianco, ndr) all’Africa Race, cercando di scalare la classifica assoluta. E nel 2019 potrebbe esserci anche la Silk Way Rally, la gara automobilistica che parte da Mosca e arriva a Pechino. «Cercheremo di farle tutte – auspica –. Il mio motto è: la volontà non ha limiti. Con la forza che abbiamo dentro possiamo affrontare qualsiasi avventura, anche quelle che sembrano impossibili».[G.A.]

13