Maggio 2018

Visualizza la pagina 10 di SuperAbile Inail di Maggio 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  - CONTINUA DA PAGINA 10

 molto più alto. Non esiste più la patente F e le patenti speciali A, B, C e D possono essere rilasciate a seguito di una visita presso la Commissione medica locale. «Questo è il primo passo da fare – spiega Roberto Romeo, presidente di Anglat –. Le Commissioni si trovano presso le Asl territoriali e sono composte da rappresentanti del ministero della Salute, un ingegnere, un fisiatra o comunque un medico specialista della patologia, più un rappresentante delle forze dell’ordine. Questo pool valuta il soggetto che per la prima volta chiede il rilascio dell’idoneità alla guida. Dopo aver valutato gli adattamenti, viene rilasciato un certificato, si acquista la vettura, sono installati i dispositivi e poi ci si iscrive presso una normale autoscuola». Sulla patente speciale di qualsiasi categoria, poi, saranno riportate le particolari prescrizioni o gli specifici adattamenti con un codice valido in tutti i Paesi dell’Unione europea.

Se dal punto di vista normativo sono cambiati parecchi dettagli,oggi anche sul fronte dell’innovazione tecnologica si è arrivati lontano. L’automobile sfoggiata da Bebe Vio sul proprio profilo social è molto diversa dalla Cinquecento di Gabriella Bertini, e non solo per gli ausili. L’arrivo sul mercato di veicoli con il cambio automatico e senza frizione ha accelerato questo sviluppo, ma per i produttori di dispositivi le sfide non sono finite, anzi. «Oggi non puoi più pensare che un acceleratore sia ancora meccanico – commenta Venturini –: è diverso e si collega direttamente con la parte elettronica della vettura. La tecnica ha fatto dei passi da gigante e anche il nostro settore è cresciuto, perché le automobili si sono sviluppate. Un dispositivo del 1970 approvato dal ministero dei Trasporti e adottato per 20 anni non esiste più e, anche se la leva a lungo braccio per frenare c’è ancora, oggi è tutta un’altra cosa».

Fare un elenco dei sistemi che si possono installare su un’automobile è un’impresa: si va dal classico acceleratore a cerchio montato sul volante ai nuovi comandi wireless da indossare sul dorso della mano e da azionare col pollice. Per guidare, inoltre, al posto del volante è possibile montare un joystick, ma c’è anche la possibilità di azionare la freccia soltanto con un movimento del capo. E l’Italia, aggiunge Venturini, è «al primo posto nel mondo per quanto riguarda la tecnologia applicata su questo settore».

Apportare modifiche alla propria auto, però, può comportare dei costi che variano a seconda dei dispositivi necessari e anche dell’automobile su cui verranno montati. Fortunatamente le persone con disabilità in Italia godono di alcune agevolazioni fiscali, informa Roberto Romeo: «C’è l’Iva al 4% e una detrazione Irpef del 19% in sede di detrazioni dei redditi sulla spesa sostenuta per l’acquisto del veicolo, l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta provinciale di trascrizione». In più, «l’articolo 27 della legge 104 prevede il 20% di rimborso del contributo sui dispositivi di guida da parte delle Regioni e in alcune regioni si è intervenuto estendendo il contributo anche a chi è trasportato». Le agevolazioni, infatti, non riguardano solo i guidatori disabili con patente speciale, ma anche coloro che non possono guidare. «Con la legge n. 449 del 1997 e con la n. 388 del 2000 le agevolazioni sono state estese anche alle disabilità sensoriali e a quelle intellettive, relazionali e psichiche. Ovviamente parliamo di soggetti che non guidano, a esclusione dei sordi, ma vengono trasportati. Prima erano esclusi perché le agevolazioni erano mirate solo a chi guidava».

Mentre il mondo intero si sta preparando all’ennesima rivoluzione della mobilità, con le prime sperimentazioni di veicoli a guida autonoma, per l’universo delle patenti speciali il cambiamento culturale è già avvenuto. «Oggi se dimostri di saper guidare con un sistema che non è stato neanche classificato, ma è personalizzato su di te, puoi dimostrare di saper guidare e di poter prendere la patente – chiosa Venturini –. È un caso limite, certo, ma è una possibilità. Prima era impensabile: si parlava di patenti F e di patenti limitate. Oggi abbiamo superato certe resistenze dettate dall’ignoranza».

11