Maggio 2018

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ge rivede ancora una volta le possibilità di guida per le persone con disabilità, vengono istituite le attuali Commissioni mediche locali e un Comitato tecnico con il compito di proporre i requisiti per conseguire e confermare le patenti. Nel 1992 arriva il nuovo Codice della strada che apre la categoria D (quindi autobus fino a 16 posti) alle patenti speciali.

Il mondo della guida arriva quindi a un punto di svolta e lo stesso Regazzoni dà una spinta a questa evoluzione con la sua tenacia. Nonostante la disabilità, il pilota svizzero torna presto a bordo di un’auto da corsa, stavolta su percorsi da rally, montando sulla propria vettura da competizione dei comandi modificati. Sono anni in cui c’è molto fermento sul tema e proprio tra il 1992 e il 1993 Regazzoni, insieme a un giovanissimo Luca Pancalli, oggi presidente del Comitato italiano paralimpico, fonda la Federazione italiana sportiva automobilismo patenti speciali. «Ci registrammo con l’acronimo Fisaps – racconta Pancalli nel suo romanzo autobiografico Lo specchio di Luca (Fazi) –. Discutemmo molto in quei mesi. Clay Regazzoni aveva una personalità forte, tendente al “o si fa come dico io o niente... che cavolo ne volete sapere delle gare in macchina!”, ma il suo entusiasmo era contagioso. Diventammo amici. Fratelli di carrozzina. Non ci fu mai prevaricazione o confusione di ruoli. Lui era l’ariete, io il mediatore. Non ci fu nemmeno da discutere sul nome da dare alla neonata federazione. L’accordo fu assoluto sul non richiamarsi in alcun modo al termine handicap».

La sfida lanciata dal mondo delle corse ha finito per favorire lo sprint verso nuove regole per le patenti speciali. Ed è così che, col nuovo millennio, si è andato delineando l’attuale quadro normativo. Nel 2003 viene abolita la norma che impediva il rilascio o la conferma della patente per motocicli ai conducenti con minorazioni agli arti, mentre nello stesso periodo viene accordato il permesso ai conducenti con disabilità di guidare un taxi.

Un iter complesso che ha dovuto risolvere tante questioni particolari. Basti pensare alla direttiva per la guida da parte di conducenti con «rigidità invalidante del collo» o il decreto ministeriale di recepimento della direttiva europea che ha portato, nel 2010, all’abolizione della patente speciale per i monocoli (coloro che vedono da un solo occhio, ndr) purché in possesso di determinati requisiti. Tuttavia, negli anni si è cercato anche di semplificare il corpus normativo, come accaduto con la legge 114 del 2014, con cui vengono accolte alcune proposte dell’Anglat, tra cui quella di equiparare i tempi di validità della patente B speciale con quelli delle patenti normali per le patologie stabilizzate e non soggette a cambiamenti.

Oggi sono oltre 160mila le patenti B speciali attive in Italia, su poco più di 38 milioni di patenti emesse, ma secondo l’Anglat il numero potrebbe essere

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In alto, Gabriella Bertini, la prima donna paraplegica al volante; sotto, il pilota Clay Regazzoni. A destra, Regazzoni e un giovane Luca Pancalli consegnano uno dei primi attestati rilasciati dalla Federazione italiana sportiva automobilismo patenti speciali.

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