Ottobre 2017

Visualizza la pagina 9 di SuperAbile Inail di Ottobre 2017 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

L’INCHIESTA Piccolo grande schermo

Telemanie: come le serie tv ci cambiano la vita e lo sguardo sul mondo

Ci seducono, ci tengono attaccati allo schermo con il fiato sospeso e a volte ci ossessionano. Ma siamo talmente presi dallo sviluppo della storia da non renderci conto che la presenza di personaggi disabili è aumentata con gli anni. E che alcuni di loro sono destinati a rimanere nella storia della televisione. Ecco una rassegna tutt’altro che esaustiva di come le serie tv americane di ieri e di oggi raccontano la disabilità

Antonella Patete

Chi non ricorda La casa nella prateria ? Prodotta negli Stati Uniti tra il 1975 e il 1984, dopo l’enorme successo in patria sbarcò in Italia: nel 1977 su Rai Uno e, a partire dalla metà degli anni Ottanta, su Canale 5. Attraverso le vicende della famiglia Ingalls ? composta, nelle prime puntate, da madre, padre e tre figlie, e magnificamente coesa nella costruzione del sogno americano ?, la disabilità fece il suo ingresso sul piccolo schermo. In nove stagioni e oltre 200 episodi, trasmessi più volte in replica dalla tv italiana, la trama ricalca i romanzi di Laura Ingalls Wilder che, nella prima metà del secolo scorso, raccontò la vita dei pionieri a partire dalla vera storia della sua famiglia: una coppia di coloni con prole che, tra il 1870 e il 1890, combatte per conquistarsi una vita migliore in una sperduta fattoria del Minnesota, scontrandosi contro i pregiudizi e le grettezze dei suoi abitanti.

In questo scenario che vede gli Ingalls alle prese con la dura lotta per la sopravvivenza e per l’affermazione di un’idea più umana, moderna e solidale di società civile, si affacciano fin dall’inizio i primi personaggi disabili. Si tratta, perlomeno negli episodi iniziali, di figure di secondaria importanza che irrompono, con la loro sorprendente diversità, nell’universo della rude normalità dei coloni. Come la piccola Olga, che cammina con passo sbilenco per via di una gamba più corta dell’altra, ma che dietro il deficit del corpo nasconde saggezza e bontà d’animo. E che alla fine della puntata sarà premiata con una scarpa speciale, in grado di farla correre insieme alla sue compagne e,

  - CONTINUA A PAGINA 9

8