Ottobre 2017

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SINERGIE

Detenuti al lavoro nelle sedi dell’Unione italiana ciechi

Al posto del carcere, alcuni detenuti messi alla prova saranno impegnati in lavori di pubblica utilità nelle sedi dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, per risarcire la comunità del danno causato dalla loro condotta e come forma di prevenzione della recidiva. Lo stabilisce la convenzione tra il ministero della Giustizia e la Uici. «L’idea che chi ha sbagliato possa aiutare chi si trova in difficoltà rappresenta un messaggio di grande forza», ha spiegato il ministro Andrea Orlando. In base all’accordo, gli uffici di esecuzione penale esterna favoriranno i contatti tra le sedi territoriali della Uici e i Tribunali ordinari competenti per dare avvio all’istituto della messa alla prova.

«Siamo orgogliosi di diventare parte attiva nel processo di rieducazione e reinserimento sociale dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria», ha detto Mario Barbuto, presidente nazionale della Uici. [Teresa Valiani]

INVESTIMENTI

Titoli solidali per essere vicini a chi non vede e non sente

Social bond Ubi Banca in favore della Lega del filo d’oro per contribuire al progetto "Vicini a chi non vede e non sente": servizi socioeducativi per persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali (circa 189mila in Italia, di cui oltre la metà confinata in casa perché non autosufficiente). L’associazione è presente in otto regioni con cinque centri residenziali e annessi servizi (a Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese), oltre a tre sedi territoriali a Roma, Napoli e Padova; i social bond soddisfano le esigenze di allocazione del risparmio, offrendo anche l’opportunità di contribuire alla realizzazione di progetti sociali. Info: legadelfilodoro.it.

SUL WEB

Abletoplay, la piattaforma dello sport paralimpico

Dal calcio al canottaggio: sono già 150 le società dilettantistiche presenti sulla piattaforma online abletoplay.it. Lo scopo è quello di offrire alle persone disabili l’opportunità di fare sport, trovando subito la struttura più vicina. Il progetto è stato voluto dall’associazione Carlo Mazzola di Milano, che sta sviluppando anche un’app. Seguiranno poi la realizzazione di una serie tv scritta in collaborazione con la Scuola Holden di Torino e un laboratorio dedicato alle scuole secondarie di primo grado.

Uno statuto a tutela dei ragazzi disabili che studiano all’estero.

A chiederlo alle Nazioni Unite sono state tre associazioni francesi (Cge, Fédéeh e Hanploi Dac) per agevolare quei circa 24mila giovani con disabilità nel mondo (numero che aumenta del 13% l’anno) che vanno a studiare in un Paese diverso dal proprio. La Carta dei diritti proposta vorrebbe istituire un referente per la disabilità in ogni ambasciata o consolato, garantire l’accesso ai servizi sanitari e facilitare il rimborso delle spese mediche, finanziare i costi aggiuntivi dettati dalla disabilità, creare un documento identificativo unico e valido ovunque. Presentata al Commissario per i diritti umani dell’Onu, la proposta verrà discussa a gennaio 2018.

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