Ottobre 2017

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SPORT Nuoto

Valerio Catoia, atleta

A luglio è diventato famoso per aver salvato una bambina che stava annegando nelle acque di Sabaudia. Ma oltre a essere un ragazzo coraggioso, Valerio è un nuotatore che ha già ottenuto molti successi a livello nazionale e internazionale. Ecco cosa dicono di lui suo padre e il suo allenatore

Stefano Caredda

Sono passati dei mesi, ma l’onda lunga di quanto successo quella mattina di luglio ancora si fa sentire. A casa continuano ad arrivare lettere e messaggi di elogio, ogni tanto squilla il telefono, spunta qualche giornalista e c’è qualche premio o riconoscimento da ritirare. Lui ha stretto la mano al Capo dello Stato Sergio Mattarella, ha "dato il cinque" al ministro dello Sport Luca Lotti, ha ricevuto encomi e applausi in giro per l’Italia, ma è restio a sentirsi addosso l’etichetta di eroe: quel giorno nel mare di Sabaudia, nel Lazio, c’era bisogno di lui e lui non si è tirato indietro.

Valerio Catoia è un ragazzo di 17 anni: nella sua città, Latina, frequenta il terzo anno del liceo in Scienze umane, e dopo la scuola trova il tempo per tante altre cose. Suona la chitarra, fa parte del gruppo Scout, pratica atletica leggera, ma sopra ogni cosa gli piace nuotare. Nuotare a più non posso: in piscina d’inverno e al mare d’estate.

È diventato famoso in tutta Italia quando, a metà luglio, insieme a suo padre si è gettato nel mare agitato per raggiungere e aiutare una bambina di dieci anni che al largo era stata sopraffatta dalle onde e rischiava di annegare: l’ha raggiunta, si è immerso per riportarla a galla e poi nuotando l’ha portata verso la riva, facendo attenzione a che riuscisse a respirare. Fino a che non l’ha lasciata nelle mani dei bagnini di un vicino stabilimento, accorsi dopo aver sentito le grida degli altri bagnanti. Le

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