Ottobre 2017

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SOTTO LA LENTE Web serie

La bellezza dei margini: una filosofia messa in pratica

Una ricerca sul "vissuto del lavoro" e alcuni video per far vedere come ci si può divertire insieme e come possono essere valorizzate le persone con disabilità: sono solo alcune delle attività realizzate dall’Istituto Leonarda Vaccari di Roma

Chiara Ludovisi

Il lavoro non tanto e non soltanto come diritto, ma prima di tutto come vissuto personale ed emotivo: perché le persone con disabilità sono innanzitutto persone, appunto. E la disabilità è un fatto «non solo sociale, ma anche culturale: una mentalità, un’emozione». È una vera e propria «filosofia della disabilità» quella che ci racconta Saveria Dandini de Sylva, presidente dell’Istituto Leonarda Vaccari di Roma, nato nel 1936 per garantire la riabilitazione psicofisica e l’integrazione didattica e sociale delle persona con disabilità. Ed è questa «filosofia della quotidianità» a ispirare il progetto innovativo "La bellezza dei margini", in cui l’istituto è in questo momento impegnato, che va ad affiancarsi alle tradizionali attività rivolte ogni giorno a circa 300 persone con diverse disabilità. Molte le iniziative previste: dalla realizzazione di una ricerca qualitativa sul campo a una web serie che conduce dentro la vita del Vaccari.

Saveria Dandini de Sylva spiega innanzitutto il titolo del progetto, «che esprime perfettamente il senso di quello che vogliamo fare: mostrare all’esterno la bellezza, il valore di ciò che facciamo ogni giorno e di ciò che le persone con disabilità possono fare, se messe nelle condizioni di farlo. Al centro ovviamente c’è l’inclusione, che è la nostra mission : l’inclusione intesa non come fatto sociale, ma anche come cultura, come mentalità, come vissuto. Il progetto si fonda quindi sull’idea di restituire un messaggio positivo della quotidianità di queste persone».

È insomma la proposta di un nuovo approccio alla disabilità, nei suoi diversi ambiti e nelle sue varie declinazioni. Emblematico, in questo senso, il tema del lavoro, centrale nelle attività dell’Istituto e di questo nuovo progetto: «Di lavoro e inserimento lavorativo si parla sempre in termini normativi, intendendolo come diritto. Abbiamo deciso di mettere da parte questo approccio e proporne uno completamente diver-

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