Giugno 2017

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ACCADDE CHE...

MONDO INAIL

"Ricominciamo dalla terra": a Messina l’Istituto punta sul reinserimento degli infortunati nel settore agricolo

Promuovere il reinserimento professionale degli infortunati sul lavoro attraverso laboratori che portino all’autoimprenditorialità nel settore agricolo e alla creazione di una cooperativa sociale come futura attività di impiego. È questa la sfida lanciata dalla Direzione territoriale Inail di Messina e Milazzo con il progetto "Ricominciamo dalla terra", che verrà realizzato in partnership con la sezione agraria "Cuppari" dell’Istituto superiore "Minutoli" di Messina e con Confcooperative Sicilia. Un esempio di innovazione sociale per tutto il territorio. «Per la prima volta, infatti, gli infortunati sul lavoro e i diplomati dell’istituto agrario frequenteranno un percorso laboratoriale strutturato in 32 incontri ? ha spiegato Diana Artuso, a capo della Direzione Inail di Messina e Milazzo ?. Grazie all’impegno di insegnanti e tutor messi a disposizione dall’Istituto "Minutoli", in partnership con Inail, saranno affrontate le tematiche dell’agricoltura e in particolare di quella biologica. I partecipanti, inoltre, verranno poi seguiti da Confocooperative e accompagnati alla costituzione di una cooperativa sociale di tipo B come futuro sbocco occupazionale per gli infortunati». Ad apprezzare la valenza del progetto è stata anche la Prefettura, che ha sostenuto la richiesta presentata dai partner alla Città metropolitana di Messina di una porzione di terra da concedere per tre anni in comodato gratuito alla costituenda cooperativa che, superata la fase di start-up, potrebbe continuare a utilizzare il terreno corrispondendo un canone concordato. «L’avvio di questa iniziativa, sostenuta e approvata anche dalla Direzione regionale Inail della Sicilia, rappresenta un esempio di innovazione sociale reso possibile dal concorso di attori istituzionali locali che hanno operato in una logica di rete e di azione sinergica», ha aggiunto infine Diana Artuso.

VITA INDIPENDENTE

A Bologna arriva "Oasi", il cohousing per persone disabili

Sette appartamenti con spazi comuni che i futuri residenti potranno gestire insieme. Ecco "Oasi", il progetto di cohousing per persone con disabilità che nascerà all’ombra delle Due Torri in un immobile di proprietà dell’Asp Città di Bologna per sostenere e incrementare le occasioni di autonomia abitativa.

Obiettivo? Rendere le persone disabili protagoniste della propria vita e non fruitori passivi di servizi. I destinatari del progetto dovranno risiedere a Bologna o essere in carico ai servizi sociali territoriali dell’Asl. I criteri per la scelta saranno la capacità di emanciparsi dalla famiglia, la volontà di uscire da strutture residenziali, un minimo di indipendenza economica sufficiente a sostenere le spese per affitto, utenze e assistenza personale.

Negli Usa il termine "ritardato" continua a essere utilizzato come insulto.

Un sondaggio ha rivelato come il 90% dei cittadini americani abbia sentito qualcuno riferirsi a un’altra persona definendolo con quella parola. Fortunatamente il 50% degli intervistati è intervenuto per riprendere l’autore: le donne sono più propense degli uomini a zittire chi usa questo vocabolo, così come coloro che hanno in famiglia una persona con disabilità intellettiva. L’indagine ha però constatato anche come per il 27% dei ragazzi e il 38% degli adulti non ci sia niente di sbagliato nel chiamare una persona "ritardato".

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