Giugno 2017

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Anche io sono riuscito ad avere una handbike dall’Inail. Siamo un bel gruppo, giovane e molto affiatato, ma soprattutto vogliamo crescere e migliorare».

Resta però la sensazione di sentirsi ignorati e poco rispettati da parte della città. «Le cose da fare per creare migliori condizioni nella pratica di questo sport sono ancora tante. Il problema è tutto culturale ? prosegue ?. Per esempio, vorremmo avere la possibilità di allenarci in un’area specifica. Un conto è se pratichi handbike soltanto per svago, ma a livello sportivo-agonistico richiede dei costi, per cui abbiamo bisogno di essere aiutati». Tra le nuove leve del gruppo si è da poco aggiunto anche Giuseppe La Rosa, infortunato Inail di 33 anni. Si è lesionato la colonna vertebrale nel 2006, mentre lavorava come operaio su un ponteggio. «Dopo due anni e una lunga terapia ho deciso di reagire uscendo prima di tutto da casa per iniziare a fare attività sportive ? racconta ?. Ora ho la passione per il nuoto e per il paracadutismo: mi lancio da 4.500 metri di altezza almeno una volta all’anno. Ma ultimamente ho deciso di fare parte anche della squadra. Sono contento del gruppo e mi sento fortunato ad avere trovato amici con cui condividere questa bella attività sportiva. Per adesso mi alleno con l’handbike di Salvo, ma penso di richiederne presto una all’Inail».

«La disabilità sta solo negli occhi di chi guarda ? tira le somme Campanella ?. Oggi se vieni messo nelle condizioni di impegnarti, non ci sono limiti per metterti in gioco. Il nostro sforzo è quello di potere lanciare un modello positivo che anche altri possono seguire. Quanto all’Inail, non solo mi ha sostenuto in questo caso, ma mi ha sempre dato la possibilità di partecipare a molti progetti e iniziative». «Oggi mi sento di dire che la vita è bella e l’entusiasmo va conquistato ogni giorno ? aggiunge Bartolotta ?. Per sentirmi vivo, devo vivere. Abbiamo il dovere di trasmettere la giusta energia a chi sembra averla persa». «Ho iniziato un nuovo periodo della mia vita che oggi mi dà tanta libertà ? conclude La Rosa ?. Vorrei dire a tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione di non scoraggiarsi perché, se riesci a ritrovare la forza di reagire, la vita ti offre sempre nuove sfide. Oggi ho una grandissima determinazione, che mi spinge ad andare avanti superando gli ostacoli che mi si presentano davanti ogni giorno».

Nelle foto la squadra di hanbiker dell’associazione Il vento in faccia durante la maratona in carrozzina di Palermo, lo scorso 14 maggio. A pag. 26: Salvo Campanella, Giuseppe La Rosa e Dario Bartolotta; a pag. 27: Salvo Campanella; a pag. 28: Giuseppe La Rosa. Qui sopra, gli handbiker durante il percorso e a fine manifestazione. Foto di Sebastiano Bellomo.

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