Giugno 2017

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SPORT Nuove sfide

Fare handbike a Palermo nonostante gli ostacoli

Quattro anni fa è nata la prima squadra di handbiker di Palermo. A promuoverla, con forza e determinazione, un gruppo di infortunati sul lavoro che non si fermano davanti a nessuna difficoltà. E il loro entusiasmo è contagioso

Serena Termini

Il vento sulla pelle del viso è stata la sensazione che, Salvo Campanella, 43 anni di età e infortunato Inail da cinque, una volta in ospedale aveva perso, dopo la caduta nel vuoto che gli ha lesionato la colonna vertebrale. Ma "Il vento in faccia" oggi è anche il nome di una nuova associazione di handbiker, la prima in Sicilia e Calabria. Una forza e una tenacia fuori dal comune hanno spinto Campanella a coronare la sua passione per l’handbike con la nascita di un’associazione finalizzata alla pratica del paraciclismo sia a livello amatoriale che agonistico. «Ho avuto la forza giusta per uscire presto dal tunnel dello scoraggiamento e rimettermi in marcia proprio attraverso lo sport ? racconta ?. Ho sempre cercato di avere un approccio positivo a ogni cosa, e senza mezze misure». L’amore per lo sport, in particolare per la bicicletta e per la corsa, è stato sempre presente nella vita di Salvo, anche prima dell’infortunio sul lavoro che gli ha cambiato la vita. «Tre mesi dopo l’incidente ho cercato di capire come potessi continuare a praticare attività sportiva, proprio a partire dall’handbike. Per iniziare ne ho acquistata una di seconda mano, ma presto mi sono entusiasmato».

In breve la passione si trasforma nel desiderio di creare un’associazione sportiva. «Mi sono accorto che a Palermo mancava una realtà che aiutasse a esercitare questo sport e così, nel 2013, ho pensato di costituire l’associazione Il vento in faccia. Il nome nasce proprio dalla prima sensazione di cui ho sentito la mancanza quando ero in ospedale. Subito ho partecipato alla maratona in carrozzina della mia città. E anche quest’anno, esattamente

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