Giugno 2017

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L’INCHIESTA Chi fa da sé

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della vita ai piccoli con malattie neurologiche.

Qualche esempio? "Pimpy car", una macchinina che aiuta a stare dritti e a socializzare mentre ci si muove, la serie di accessori "Glifo" per facilitare disegno e scrittura, la "Scarpetta" correttiva personalizzata stampata in 3D, i pupazzi "Diy" ( do it yourself , cioè fallo tu stesso) che stimolano l’esplorazione oculare e manuale, "Fisiorabbit", un rullo per fare terapia giocando, e "Five Squirrels" per i test di potenziamento cognitivo.

Le ragazze dei +Abiliteam. Laura è una ragazza cieca. Giulia, invece, si sposta su carrozzina elettrica a causa di una malattia rara che le impedisce di usare braccia e gambe. Entrambe fanno parte dei team di +Ability, un gruppo di lavoro nato all’interno del laboratorio di stampa 3D +Lab del Politecnico di Milano, dove studenti, ricercatori e maker, professori e ingegneri, designer e progettisti cercano di fare cose utili, diverse e belle, che risolvono piccoli problemi quotidiani o che realizzano grandi sogni. Laura e +Lab si sono incontrati per la prima volta nel 2015 durane un workshop all’interno dell’Istituto dei ciechi del capoluogo lombardo.

A marzo dell’anno scorso è iniziata la loro collaborazione: Laura, infatti, ha cominciato il periodo di alternanza scuola-lavoro proprio a +Lab. È in questo frangente che nasce +Ability e, dopo appena tre mesi, ecco arrivare "Z/2": una stampante Braille per grafici e immagini, frutto delle fatiche di due universitari, Cristian Fiorello e Stefano Cagninelli. Sempre due anni fa il laboratorio per la stampa 3D del Politecnico milanese ha incontrato anche Giulia: l’occasione è stata Hackability, il primo hackathon tra maker e persone disabili di Torino.

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