Giugno 2017

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che il dispositivo funzioni: occorre una sperimentazione con le persone cieche o ipovedenti che coinvolga i supermercati, i brand più noti e molti altri partner».

Per cui ora "Arianna" è congelata, in attesa di sviluppi futuri o di futuri investitori. L’anno scorso a Cuore digitale hanno partecipato 42 persone, soprattutto giovani, organizzati in otto team, mentre la prima edizione del concorso aveva visto gareggiare tre categorie: cognitiva, motoria e sensoriale.

La bicicletta di Lorenzo. All’età di sette anni, finalmente ha la sua bici di legno e pedala tutto contento. «La volevo da tanto, anche se all’inizio la mia mamma e il mio papà non avevano capito. Avevo indicato sul mio quaderno dei simboli, quello con cui parlo, il simbolo della bici, ma loro credevano che volessi andare a fare un giro: invece io la volevo come regalo», racconta Lorenzo attraverso la Fondazione Tog e grazie all’aiuto della madre Alessandra. Una volta chiarita l’incomprensione, sono partite le ricerche per una due ruote adatta a un bambino che ha seri problemi motori e non solo: pc e iPad sempre accesi, ma la bicicletta continuava a non arrivare perché quelle trovate su Internet erano troppo costose o bisognava farsele spedire dall’estero. «Ma essendo i miei genitori testardi come me, hanno chiesto aiuto» alla Fondazione Together to go di Milano, un centro per la riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse di cui Lorenzo è un paziente, che poi si è rivolta al fablab Opendot, un network di progettisti e creatori che spaziano dalla falegnameria al tessile fino all’elettronica.

«Prima c’è stata una riunione, tutti seduti intorno al tavolo, poi hanno iniziato a prendermi le misure e a fare delle prove su una bici ? continua Lorenzo ?. Ma per un po’ non ho più saputo nulla, ero deluso e anche preoccupato di non averla più. Tutti mi spiegavano che la stavano costruendo apposta per me, ma io la volevo e basta... Poi il giorno del mio compleanno c’è stata una grande sorpresa: la mia bici! Ero felicissimo, era bellissima e ci sono salito subito sopra. È proprio bello quando mi muovo da solo, senza l’aiuto di nessuno. Io in bici ci andrei sempre e non scenderei mai». Seguendo altre necessità, Fondazione Tog e Opendot hanno creato non solo la bicicletta di Lorenzo ma anche e soprattutto "Unico - L’oggetto che non c’è", una collezione di articoli coprogettati da maker, terapisti, bambini con disabilità e famiglie: ausili su misura, belli ed economici, che consentono più efficacia riabilitativa e migliore qualità

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A fianco, Lorenzo e la sua bicicletta, frutto di un lavoro di squadra che ha visto insieme Fondazione Tog di Milano e Opendot.

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