Aprile 2017

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L’INCHIESTA Il viaggio di Tommy

Alla ricerca dell’autismo perduto

Dopo due libri di successo, il giornalista Gianluca Nicoletti parte per un viaggio alla scoperta degli «autistici fantasma». Il risultato è un docufilm con l’immancabile figlio, Tommy, oggi testimonial d’eccezione della condizione autistica. Ma i film e i libri sull’autismo negli ultimi anni hanno avuto un vero boom. Ci siamo chiesti perché

di Antonella Patete

Tommaso Nicoletti è nato il 26 febbraio del 1998. Nell’ora in cui veniva al mondo, il padre Gianluca, noto conduttore radiofonico oltre che giornalista e scrittore, era tra gli ospiti del Dopo Festival a Sanremo, e così la sua nascita venne annunciata e festeggiata in diretta tv. Diciannove anni dopo sarebbe diventato l’autistico più famoso d’Italia. È stato proprio lui, Gianluca, a volerlo strappare dall’universo protetto delle pareti domestiche per farne il testimonial d’eccezione di una condizione, quella autistica appunto, associata un tempo a teorie psicoanalitiche che colpevolizzavano la presunta freddezza delle madri e oggi, sempre di più, a cause pseudoscientifiche e soluzioni ingannevoli.

Così, dopo aver esplorato il suo rapporto con Tommy (come lo chiamano i familiari, gli amici e i suoi ormai sempre più numerosi fan) in due libri autobiografici, Nicoletti senjor ha deciso di cambiare registro. E lo ha fatto, insieme a Massimiliano Sbrolla, attraverso un docufilm Tommy e gli altri , che racconta la vita degli ex bambini autistici, oggi giovani adulti, e delle loro famiglie, da Nord a Sud della Penisola. Il risultato è un road movie alla ricerca di quegli «autistici fantasma» nascosti nelle camere da letto e nei salotti, al riparo dagli sguardi di una società che offre poco ai bambini e assolutamente nulla a chi ha superato la soglia della maggiore età. «In qualsiasi posto d’Italia, qualunque possa essere la condizione economica delle famiglie, la conclusione è sempre la stessa ? racconta Nicoletti, che del film ha firmato il soggetto ?. Non hanno alternativa: o restano con i genitori o non si sa dove vanno a finire».

Da circa due anni, il conduttore radiofonico è l’anima di pernoiautistici.com, un sito di informazione e cultura sull’autismo, rivolto prevalentemente ai familiari, soprattutto a chi abita nelle periferie più remote, lontane dai servizi territoriali di base e dalle grandi associazioni per i diritti delle persone con disabilità psichica. È da questo impegno continuo e quotidiano che è nata l’idea di girare un documentario in grado di raccontare quelle situazioni di ordinaria difficoltà, in cui versano madri e padri costretti ogni giorno a prendersi cura di un figlio autistico in completa solitudine. «Siamo

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