Aprile 2017

Visualizza la pagina 31 di SuperAbile Inail di Aprile 2017 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

POESIA

Robin Morgan e il lato notturno della vita

Robin Morgan, scrittrice e femminista statunitense, ha scoperto di avere il dono della poesia a quattro anni. Non le sarebbe stato concesso di metterlo a frutto che molti anni dopo, superata una vera e propria sfida nei confronti di un altro dei suoi talenti, quello della recitazione. Bambina prodigio della radiotelevisione nordamericana, nel 1946, a cinque anni, conduce un programma radiofonico tutto suo intitolato Little Robin Morgan, e nel 1949 diventa coprotagonista della serie televisiva Mama , trasmessa dalla rete Cbs.

Non è questo, però, il mestiere che sente suo. Le parole che le premono dentro non sono quelle dei suoi personaggi, bensì quelle che permettono di dire di sé, di sé nel mondo, attraverso la disciplina durissima della scrittura, in particolare della scrittura poetica. Dovrà lottare a lungo con la propria madre per sottrarsi a un lavoro che le assicura riconoscimenti e denaro, e cominciare a trovare se stessa.

Perfettamente coerente, dunque, in una biografia costellata di battaglie personali e politiche come la sua (militante nei movimenti per i diritti civili e di opposizione alla guerra del Vietnam, verso la fine degli anni Sessanta è una delle iniziatrici del movimento femminista nordamericano di quella stagione e da allora è una delle figure di primo piano del femminismo mondiale), il modo in cui reagisce alla scoperta di avere il morbo di Parkinson. Le viene diagnosticato una decina di anni fa e lei, che conosce bene quella patologia perché sua madre ne è morta, invece di arrendersi e di entrare passivamente nel "ruolo" disegnatole dalla malattia, comincia a studiarla e a studiarsi, a riflettere sui cambiamenti che a essa si accompagnano, a osservarli e a osservarsi. Soprattutto comincia a interrogarsi sulla relazione che c’è tra quei sintomi e i farmaci che le vengono prescritti, tra quei sintomi e la reazione sociale che essi suscitano, tra quei sintomi e la propria percezione di sé. La sua non è certo una capovolta fissazione narcisistica che la sottrae al mondo reale. Tutt’altro. Semplicemente la malattia è un nuovo terreno di indagine. La realtà adesso è anche questa, e non è una realtà privata, da nascondere o negare.

Come ha fatto con ogni altra vicenda della sua vita ? l’amore, la maternità, il divorzio, il lavoro, l’impegno politico ? Morgan indaga l’esperienza della malattia per rinvenire quel che ci fa umani e dunque solidali, responsabili di noi e degli altri, forti proprio perché consapevoli della nostra vulnerabilità. Le sue straordinarie poesie di questi anni parlano con sapienza gioiosa dell’arte di ammettere la propria finitezza e dello scoprire proprio nel lato notturno della vita un formidabile strumento di vicinanza e di intelligenza politica. Il territorio

 - CONTINUA A PAGINA 31

Classe 1941, poetessa, romanziera, saggista, Robin Morgan è figura di punta del movimento femminista mondiale. Dopo che le è stato diagnostico il Parkinson, ha scritto poesie in cui esprime il suo vissuto. È autrice di oltre 20 libri.

30