Aprile 2017

Visualizza la pagina 29 di SuperAbile Inail di Aprile 2017 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

TEMPO LIBERO Astronomia senza frontiere

Toccare il cielo con le mani

Chi l’ha detto che un cieco non possa ammirare le stelle? A Latina un’associazione lancia la sfida di creare nuovi strumenti che permettano di "osservare" gli astri anche a chi non può vedere. E lo fa con l’aiuto di un maggiore dell’aeronautica in pensione, che ha deciso di rendere accessibile a tutti la contemplazione dei corpi celesti

di Elisabetta Proietti

«Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi». Il pensiero di Stephen Hawking ben si addice all’esperienza che muove il progetto "Le stelle per tutti - La rete degli astrofili, degli osservatori e dei planetari per la solidarietà sociale", che punta a rendere l’astronomia e la visione del cielo una scienza accessibile: anche a chi, per minorazione della vista o cecità, fino a ieri i fenomeni celesti poteva solo immaginarli e a chi, disabile in carrozzina, un telescopio pensava di poterlo vedere soltanto da lontano. Grazie all’impegno della Uai (Unione astrofili italiani), il progetto è approdato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali che lo ha co-finanziato con 30mila euro nell’ambito della legge 383/2000, linee di indirizzo 2015.

L’ideazione si deve ad Apa-Lan (Associazione pontina di astronomia di Latina, Anzio e Nettuno), che alla Uai aderisce: in particolare ad Andrea Miccoli, maggiore dell’aeronautica in pensione. Miccoli ha lavorato come tecnico elettronico di bordo e con i radar: ora le sue alte competenze elettroniche, meccaniche e idrauliche le mette a disposizione di tutti. «Mi sono messo a fare astronomia didattica ? racconta ?, a creare e portare nelle scuole strumenti che non esistono altrove». Ma, se «la passione è innata», non tutti hanno l’opportunità di assecondarla. «Non ho parenti, amici o colleghi ciechi, però mi sono chiesto spesso come potevo portare il cielo a chi non può vedere». Così nel 2009, anno internazionale dell’astronomia, Miccoli bussa alle porte dell’Unione dei ciechi e ipovedenti di Latina. La

 - CONTINUA A PAGINA 29

28