Aprile 2017

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tra i 18 e i 40 anni, gli otto che hanno iniziato questo cammino si allenano il martedì e il giovedì al Bottagisio Sport Center, la struttura che fra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Ottanta ospitò le gare interne della squadra e che dopo la ristrutturazione del 2014 ospita stabilmente gli allenamenti delle giovanili del Chievo, oltre a centri per la scherma e la canoa aperti a tutti. «L’allenamento, guidato da due professionisti specializzati in scienze motorie, è puramente calcistico ? prosegue ? e comprende esercizi di coordinazione e mobilità, perché molti di questi ragazzi non hanno mai fatto sport e sono rigidi nei movimenti. Si lavora, quindi, sull’elasticità ma anche sulla velocità, attraverso ripetute con la palla, e alla fine ci si sfoga tutti insieme con la partita finale».

Quasi tutti gli iscritti hanno una disabilità mentale, alcuni sono ragazzi con sindrome di Down, altri hanno un deficit cognitivo, altri ancora hanno una difficoltà motoria. «Abbiamo iniziato a gennaio e finora non abbiamo mai saltato un allenamento ? aggiunge Palumeri ? e questo ci fa ben sperare: vuol dire che sta nascendo davvero una squadra, ma soprattutto che è un progetto realmente partecipato». «Le iscrizioni sono aperte a tutti e ? assicura Corrado Di Taranto, direttore del Bottagisio Sport Center ? non ci sono limiti di età: confidiamo nell’aiuto di famiglie, cooperative e associazioni veronesi per coinvolgere il maggior numero di persone con disabilità».

Il progetto viene sostenuto economicamente da Amia, l’azienda multiservizi di igiene ambientale che a Verona e dintorni si occupa della raccolta rifiuti, del lavaggio stradale, della manutenzione del verde pubblico, dei giardini e delle fontane della città: «Ci è stato presentato ? dice il presidente Andrea Miglioranzi ? un progetto molto intelligente, sia sotto il profilo umano sia sportivo, e siamo felici di dare ai ragazzi la possibilità di esprimere le loro attitudini». Ed è felice anche Luca Campedelli, da tempo immemore (era il 1964) patron del ChievoVerona: «Tre anni fa, ristrutturando il Bottagisio, speravamo che questo potesse diventare un luogo apprezzato e usato dai veronesi, giovanissimi e non: ora con la Scuola calcio disabili compiamo un passo ulteriore in questa direzione. In questi lunghi decenni ? confida il presidente ? la città ha dato tanto, a me personalmente e al Chievo come società: è giusto che il Chievo ora restituisca alla città, e siamo contenti di farlo anche con questo particolare progetto». C’è posto in squadra, quindi: tante magliette gialloblu aspettano solo di essere indossate. [Ha collaborato Eleonora Camilli]

Nella foto, la presentazione della "ChievoVerona Scuola calcio disabili"

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