Aprile 2017

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quattro mini appartamenti per l’ospitalità notturna.

«Di recente ? racconta il direttore ? abbiamo ospitato anche la famiglia di una bimba siriana, arrivata a Torino per un trapianto di fegato grazie a un corridoio umanitario». C’è poi la miriade di laboratori per grandi e piccini, i quali ? giusto a titolo di esempio ? possono cimentarsi nel cucito, nell’agricoltura urbana, nella musica, nella cucina, nello sport e nel teatro. «Sempre più spesso ? spiega il direttore ? organizziamo anche gite, escursioni, attività all’aria aperta, la cui partecipazione è quasi sempre gratuita per le famiglie. Appena qualche settimana fa ne abbiamo portate un’ottantina a Sestriere, per un weekend sulla neve».

A quasi ognuna di queste attività corrisponde un ambiente specifico all’interno della casa. Varcate la reception e la sala da pranzo, dove ogni giorno decine di bimbi vocianti si siedono a mangiare, tra le due ali dell’edificio si snoda un labirinto di stanze e stanzette nelle quali ? tra una visita ospedaliera e l’altra ? ai bambini è data l’opportunità di continuare a essere tali: oltre a biblioteche, spazi laboratoriali e una sala prove per le attività musicali, ci sono addirittura un orto posizionato in una grande terrazza e uno spazio dedicato alla preghiera e alla meditazione. A qualche chilometro di distanza poi ci sono i Magazzini Oz ? uno spazio di aggregazione con giardino interno, ristorante, caffetteria e sale per dibattiti ed eventi ? aperto nel 2014 in pieno centro cittadino e tenuto a battesimo dalla "madrina" Luciana Littizzetto. È qui che Casa Oz si occupa della formazione lavorativa dei ragazzi disabili, alcuni dei quali sono stati regolarmente assunti alla fine dei rispettivi tirocini. «L’idea ? sottolinea Canta ? è seguire, per quanto possibile, i bambini per l’intero arco della loro crescita, fin quando divengono autonomi. Le famiglie, invece, possono rivolgersi a noi non soltanto per l’assistenza diretta, ma anche per individuare i servizi territoriali più adatti a loro». Il prossimo maggio, Casa Oz festeggerà il primo decennio d’attività. «Oltre a un ricco programma di celebrazioni ? conclude il direttore ? cercheremo di compiere una misurazione scientifica dell’impatto sociale che abbiamo avuto finora sulle famiglie e il territorio. Vorremmo capire, in altre parole, come questo posto ha cambiato la realtà in cui è inserito».

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