Gennaio 2017

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RUBRICHE Mobilità
Daniela Orlandi

Parcheggio disabili. Le iniziative italiane ed europee

Dal pass valido nei Paesi dell’Unione al Registro pubblico online, sono diverse le iniziative nate negli ultimi anni per facilitare gli spostamenti delle persone con disabilità. E per scoraggiare i tanti furbetti del contrassegno

Dal 2012 a oggi in Italia si registrano una serie di iniziative per agevolare la mobilità privata delle persone con disabilità. Nel 2012 infatti è stato introdotto il Contrassegno unificato disabili europeo (Cude), ovvero il nuovo pass per auto che permette alle persone con problemi di deambulazione e alle persone non vedenti di avere facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli al loro servizio anche in zone solitamente interdette alla generalità dei veicoli. Il pass è valido sia sull’intero territorio nazionale che negli altri Paesi dell’Unione europea. Nel contempo i requisiti per il suo rilascio restano essenzialmente gli stessi, come anche le condizioni di utilizzo: il pass è strettamente personale, non è cedibile, non è vincolato a uno specifico veicolo e consente varie agevolazioni, sia per la sosta che per la circolazione.

Un ulteriore passo in avanti in tema di mobilità però è l’istituzione del Registro pubblico Cude (Rpcude), ovvero la banca dati nazionale online contenente informazioni sui contrassegni dei cittadini italiani con disabilità. La normativa oggi prevede la possibilità che il pass sia dotato di un microchip elettronico di raccolta ed eventualmente comunicazione dati, una soluzione che permette la lettura e il controllo dei dati in tempo reale con una migliore accessibilità e una rapida condivisione per facilitare le attività di gestione e controllo dei Comuni e dei comandi di polizia. I Comuni aderenti al sistema possono di fatto gestire in modo agevole i rilasci, gli aggiornamenti, le cessazioni per i contrassegni, mentre gli agenti di polizia locale possono controllare i contrassegni rilasciati dagli stessi Comuni, verificando il numero, il luogo di emissione e la scadenza. Siamo ancora lontani da un’adesione massiccia, ma è un grande passo avanti anche a tutela dei diritti e contro i "furbetti" del contrassegno. La condivisione dei dati dei Cude peraltro può consentire ai titolari del contrassegno di spostarsi da un Comune all’altro, superando l’ostacolo che talvolta si rileva a causa delle differenti regole di accesso alle Zone a traffico limitato (Ztl).
Nel 2015 il ministero delle Infrastrutture e trasporti, a seguito di un’interrogazione parlamentare, auspicava la realizzazione di un sistema centralizzato e indicava come la soluzione potesse rientrare tra gli obiettivi dell’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia).
Rpcude è considerato poi una buona prassi dall’Anglat (Associazione nazionale guida legislazione andicappati trasporti), dalla Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità) e dall’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti). Rpcude può essere dunque una buona risposta e viene inserita, tra le altre cose, tra gli obiettivi della linea 6 del secondo Programma biennale di azione sulla disabilità. Non resta che auspicare la concretizzazione di questo sistema di gestione centralizzato tra i Comuni italiani.

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