Gennaio 2017

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Sukkar ha 24 anni ma ha scritto il suo romanzo d’esordio tre anni fa, dopo aver studiato scrittura creativa alla Kingston University di Londra. Un successo di critica e di pubblico: nel 2014 il riadattamento radiofonico è andato in onda nel programma Saturday Drama della Bbc e sono stati acquistati i diritti del libro per la realizzazione di un film. [L.B.]

LIBRI

Un maestro per i diritti di Felice

Simona Lo Iacono
Le streghe di Lenzavacche
Edizioni e/o 2016
160 pagine, 15 euro

Da Rosalba, ritenuta una discendente de Le streghe di Lenzavacche (siciliane bollate nel Seicento come folli e corruttrici), nasce Felice, che non potrà parlare né camminare. Nel romanzo di Simona Lo Iacono, pubblicato da e/o, emerge il pregiudizio superstizioso del paese nei confronti di chi convive con la disabilità, quasi fosse una maledizione al tempo del fascismo che esaltava la perfezione fisica.
Saranno la caparbietà della madre e del giovane maestro Alfredo Mancuso a far valere il diritto del bambino a frequentare la scuola, grazie anche alla sua voglia di comunicare e sorridere. «Sembrava godessi a sfoderare quella tua apertura di bocca senza guerra, senza armi e senza richieste, figlio mio. Se non quella di essere amato», dice la madre, aggiungendo: «E allora penso che dobbiamo sembrarti tanti mostri, Felice, con le nostre apparenze, con quell’arroganza che ignora la fine, con quell’illusione di eternità che ci rende futili e senza pace, o con quella pretesa di sapere cosa accadrà domani». [L.B.]

RAGAZZI

Alfred, orsetto con la stampella

Simon Sword, Elio Finocchiaro (illustrazioni)
Il mio amico Alfred
Amazon 2016
36 pagine, 2,99 euro

Audiolibro, in formato digitale e cartaceo, tradotto anche in inglese: Il mio amico Alfred , scritto da Simon Sword e illustrato da Elio Finocchiaro, è una fiaba accessibile in cui il protagonista, un simpatico orsetto, vive con serenità la malattia rara che gli fa usare una stampella per muoversi. Il compagno di classe Bill lo definisce «zoppo» con disprezzo, ma Alfred riesce a spiazzarlo chiamandolo amico e facendogli un regalo. Si distingue per la sua forza fisica e la positività con cui guarda alla quotidianità, perché - fa notare l’autore - «non servono superpoteri per essere eroi nella vita di tutti i giorni. La disabilità deve unire e non dividere».
Significativo anche il nome che il protagonista dà al suo ausilio: Bella, con una connotazione estetica. E lo stesso nome porta un’amica orsetta che lo accetta così com’è e lo fa sorridere più del solito. Insomma, Alfred è un inno all’inclusione e alle relazioni autentiche che vincono ogni barriera. Le prime 100 copie cartacee sono state regalate ai bambini di San Pellegrino, Norcia, Amatrice e Accumoli, paesi duramente colpiti dal terremoto; i proventi del libro verranno devoluti a varie associazioni che si occupano dell’assistenza a ragazzi con disabilità. [L.B.]

Nascere disabile in Tanzania e imparare a raccontarlo

«Sono rimasto agghiacciato quando ho sentito per radio e per televisione di un neonato disabile messo in uno scatolone come se fosse una merce. Gli albini sono quelli più a rischio di tutti, come dimostrano anche le cronache riguardanti le loro ricorrenti uccisioni. [...] Per combattere questa malvagia ignoranza, io penso che noi, disabili capaci di capire la nostra condizione, abbiamo il compito di educare le persone su chi noi siamo effettivamente». Colpisce la profonda consapevolezza del 17enne tanzaniano Zawadi Msigala, tetraplegico, che si racconta nel volume Io sono Zawadi (Edizioni Progetto). Scritta in swahili con un macchinario azionato con il solo movimento dei piedi, l’autobiografia getta luce sul pesante stigma di chi viene al mondo imperfetto: «Le persone che sono nella mia stessa situazione non devono essere disprezzate, perché in qualsiasi momento chiunque, ricco, grande e grosso, potrebbe trovarsi nelle mie stesse condizioni». [L.B.]

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