Gennaio 2017

Visualizza la pagina 2 di SuperAbile Inail di Gennaio 2017 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

EDITORIALE di Luigi Sorrentini Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail

Persone disabili: quando la comunicazione diventa social

L'attenzione nei confronti di chi ha una disabilità non può limitarsi ad azioni sporadiche e puramente formali

Il video di Papa Francesco che fa gli auguri di Natale alle persone sorde in Lingua italiana dei segni ha fatto in breve il giro del web, diventando virale sui social. È un messaggio di pochi secondi, ma di grande freschezza e impatto emotivo, che mostra un Pontefice ancora una volta desideroso di comunicare con le persone disabili e sensibile alle loro esigenze. Ma di quell’augurio colpisce anche che è stato pubblicato sull’account Twitter di monsignor Yoannis Lahzi Gaid, della segretaria particolare del Papa: segno inequivocabile che perfino il Vaticano considera le nuove tecnologie e i social network sempre più indispensabili per comunicare con i fedeli, servendosi pure di canali informali e privi di aura istituzionale come un profilo Twitter privato. Nei prossimi mesi anche SuperAbile coinvolgerà sempre di più i propri utenti in modalità social, grazie a una molteplicità di strumenti che vanno da alcune app scaricabili gratuitamente alla possibilità di dialogare con la redazione del portale attraverso commenti, sondaggi, segnalazioni di luoghi e trasporti accessibili direttamente testati da viaggiatori disabili.

Il messaggio del Papa argentino, però, ci ricorda anche qualcosa di più importante, e cioè che l’attenzione nei confronti delle persone disabili non può limitarsi ad azioni sporadiche e puramente formali. Questa sensibilità, infatti, non riguarda soltanto l’Anno santo straordinario, che si è concluso lo scorso 20 novembre, ma attraversa l’intero pontificato. Nei gesti eclatanti come nelle piccole accortezze, Papa Francesco ci mostra, infatti, che le persone disabili fanno parte, a tutti gli effetti, del gregge dei fedeli. Tradotto nel linguaggio dei laici, che il Pontefice non disdegna, vuol dire che chi ha una disabilità è un cittadino uguale agli altri e che, con gli altri, dovrebbe poter condividere diritti e doveri sulla base delle proprie oggettive possibilità.

Ci uniamo, dunque, all’augurio che qualcosa possa cambiare davvero soprattutto nella mentalità di ciascuno di noi. Perché, come spesso si ripete, le barriere più dure a cadere sono proprio quelle sociali e culturali. Ben vengano, dunque, le buone leggi e i provvedimenti del Governo e del Parlamento tra cui l’approvazione dei livelli essenziali di assistenza, già varati dalla Camera. Ma sappiamo bene che nessuna norma da sola può essere sufficiente: l’integrazione è una questione sottile che riguarda le pari opportunità, il linguaggio, il superamento dei pregiudizi, la convinzione profonda di costruire un mondo di tutti e per tutti.

3