Gennaio 2017

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suo servizio ogni venerdì dalle 19 alle 21 e «alcuni giorni vado con i miei colleghi dottori clown anche in casa di riposo dagli anziani e li faccio divertire, facendoli rivivere i loro giorni da giovani e spensierati ragazzi di un tempo e cantando le loro canzoni d’epoca». Il suo "titolo" Clelia lo dedica ai ragazzi autistici come lei: «Voglio aiutarli a essere sereni e a non vergognarsi di essere autistici, ma a vivere il loro autismo in modo sereno e gioioso. Ci saranno momenti tristi, ma ci saranno sempre i genitori ad aiutarci nei nostri percorsi. E quando i nostri genitori non ci saranno, noi ragazzi dovremo andare avanti da soli e ricordare i nostri genitori con il cuore».

Ed è proprio la mamma di Clelia ad averla affiancata e accompagnata in questo importante percorso: «Abbiamo fatto questa scelta insieme, perché volevo condividere anche con lei un’esperienza, visto che con la sorella condivido il volontariato alla Croce verde. Ora, quando indossa il camice e il vestito da clown, Clelia diventa un’altra persona: si apre al mondo, ride, scherza e si fa toccare dai bambini, che si aggrappano a lei come Linus alla sua coperta. Insomma, con il camice Clelia è nel mondo, per il mondo e con il mondo dei cosiddetti normali. Quando ha ricevuto l’attestato, ho pianto di gioia: tanti anni di lavoro, di viaggi della speranza, tra dottori, ospedali, terapie hanno dato finalmente i loro frutti. La dottoressa in blu rappresenta anche la speranza per chi è ricoverato, perché dimostra che tutto si può superare. Per Clelia tutto questo è importantissimo, dà senso ai suoi giorni: lei, che ha iniziato a parlare a sei anni, prima male e poi sempre meglio. Non si lasciava toccare, non potevamo accendere le luci e la tv bisognava tenerla senza volume. E poi ha paura dei palloncini: se li vede si tappa le orecchie e urla. Ecco, è incredibile, ma con il naso rosso e il vestito da clown lei trasforma i palloncini in tutti gli animali possibili».
Ora la dottoressa in blu intende «andare nei vari ospedali d’Italia a portare gioia, sorrisi e tanta allegria a chi soffre - assicura infine Clelia -. Mi impegnerò molto a dare una mano e andare dove c’è più urgenza di portare sorrisi nei momenti di difficoltà. Di sicuro dedicherò molto tempo a questo impegno, perché è una cosa che sognavo da tanto e finalmente si è realizzata».

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