Gennaio 2017

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VISTI DA VICINO X fragile

Due figlie, una madre: la loro storia

Tra ricordi ed emozioni Serena Cecconi ricostruisce le vicende salienti di una famiglia normale in un mondo che normale non è. E scrive un libro per riflettere sul senso di solitudine di tanti genitori costretti a fare i conti con una malattia rara, che rischia di isolare dagli altri i loro bambini

Marta Rovagna

Silvia e Mariasole sono due sorelle, bionde e slanciate, simili nella loro diversità. Hanno la sindrome X fragile, ma questa "etichetta" non dice quasi nulla di loro: sono ragazze che amano la musica, la più grande suona il flauto traverso, ha un fidanzato che la ama e che riesce a vedere oltre e a cogliere tutta la sua bellezza; la sorella minore è più timida, si protegge dagli sguardi degli altri accanto alla madre, non se la sente ancora di misurarsi con il mondo. A raccontare la loro vita con brevi flashback all’interno di un libro che è un flusso di coscienza e «che ho scritto proprio per sfogarmi da una grande rabbia che portavo dentro» è la mamma, Serena Cecconi. Consulente di comunicazione istituzionale, l’autrice (alias Marisa nel volume), dopo aver scoperto per le proprie figlie e quindi anche per se stessa la diagnosi di sindrome X fragile, ha scritto di getto Da grande farò il mostro o l’elefante, un libro autobiografico di forte impatto emotivo.
La storia che questa mamma racconta è quella di una famiglia normale, in un mondo che invece normale non è. Il concerto di Silvia, in cui la figlia ha invitato tutte le persone che appartengono al suo passato e che ha rintracciato con Facebook, diventa l’occasione per passare in rassegna e rivivere alcuni ricordi, più o meno dolorosi o significativi. Ricordi come quello della festa dei suoi 16 anni, andata deserta senza alcuna telefonata di scuse da parte di tutta la classe, o di una maestra insofferente dell’essere "goffa" di Mariasole, che per sbaglio aveva rotto il Bambinello storico del presepe della scuola, costringendo la madre a ricomprarlo rapidamente. Sono immagini che tornano alla memoria dure, crudeli. Quello che le lega è il tema della solitudine, dell’incontro, della necessità di vivere in un mondo che

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