Gennaio 2017

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INSUPERABILI Intervista a Matt Scott

Il mio sogno è già realtà

Ascolta musica hip hop, ama il buon cibo e va matto per i film di Quentin Tarantino. Ma soprattutto è uno dei migliori giocatori di basket in carrozzina della storia. Dal 2015 è in forze nella Gsd Porto Torres, squadra sarda in lizza per lo scudetto

Con la nazionale statunitense ha vinto il torneo di basket in carrozzina alle Paralimpiadi di Rio 2016. Medaglia d’oro al quarto tentativo, dopo le delusioni di Atene, Pechino e Londra. Lui è uno dei punti fermi della squadra e uno dei più forti atleti del pianeta. Nato con spina bifida 31 anni fa a Detroit, Matt Scott inizia a giocare da adolescente, continuando al liceo e all’università del Wisconsin. Sale alla ribalta nazionale, diventa un volto noto; nel 2007 la Nike lo sceglie per uno dei suoi spot. Si trasferisce a Istanbul, dove passa sette stagioni da giocatore professionista nel Galatasaray prima di scegliere, nell’agosto 2015, la Sardegna. Quella in corso è la sua seconda stagione nella Gsd Porto Torres.

Matt, lei ha vissuto per anni in metropoli come Detroit o Istanbul. Com’è la vita a Porto Torres, in provincia di Sassari?
Il senso di comunità è molto forte in piccole città come Porto Torres: tutti sembrano conoscere tutti e il clima è molto cordiale. Mi trovo molto bene in posti come questo: per me non è il primo, perché già quando ero all’università giocavo in una piccola cittadina nel Wisconsin. Città più grandi sono più caotiche e anche più pericolose, ma

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