Gennaio 2017

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campionato di serie A - racconta Silvia Galimberti, responsabile del settore basket in carrozzina della Briantea84 - ha un costo variabile da club a club, ma in media l’ordine di grandezza è di 300mila euro annui: ci sono state squadre costate di più (500mila), altre che si mantengono sotto quella soglia». Dipende anche dagli impegni: i top team, che disputano le coppe Europee, chiaramente hanno necessità economiche maggiori.
Dato questo budget, per una società il compenso dei giocatori è una delle voci di spesa principali: «In serie A - spiega Carlo Di Giusto, coach di Porto Torres e della Nazionale - militano giocatori stranieri fra i più quotati, per i quali l’attività sportiva è il solo impegno giornaliero e l’esclusiva fonte di introito personale. Fra gli italiani la situazione è più varia, la gran parte devono far convivere gli allenamenti con un’attività lavorativa, con ovvie conseguenze in termini di resa finale».
«I giocatori - sottolinea Galimberti - ricevono somme adatte a vivere l’oggi, ma non certo cifre che permettano una rendita per gli anni a venire e un futuro di non lavoro. Noi a Cantù adottiamo una politica di fair play finanziario per cui anche gli ingaggi dei giocatori più blasonati sono contenuti». Alla Briantea84, così come in molte altre realtà, a un giocatore non si chiedono solo allenamenti e gare, ma la disponibilità a un’attività culturale più ampia, dagli incontri nelle scuole agli eventi promozionali. Insomma di essere testimonial, personaggi a tutto tondo.
Altro costo rilevante è quello delle trasferte: spostare una squadra di basket in carrozzina è procedura complessa e costosa. Voli e trasferimenti a terra vanno pianificati per le persone (giocatori, allenatore, dirigenti, accompagnatori vari) e per le attrezzature, a partire dalle carrozzine personali e da gara, con una crescita esponenziale di quelle difficoltà logistiche che tutte le persone con disabilità ben conoscono riguardo al diritto alla mobilità. Procedure che raddoppiano per chi disputa le coppe europee e deve spostarsi lungo il continente per gli incontri infrasettimanali.
È proprio per abbattere il costo delle trasferte che la serie B italiana è organizzata in gironi basati sulla vicinanza territoriale, ed è per questo stesso motivo che il bilancio di una società risente moltissimo del salto dalla serie cadetta alla A (a tal punto, vedi il caso Genova, da non poterselo permettere).
Ci sono poi le spese collegate alla struttura dove si disputano le gare casalinghe. C’è grande varietà di situazioni: dall’impianto comunale dato in gestione diretta alla società fino alla piccola palestra di proprietà o in comodato d’uso. Nelle ultime stagioni, i campi più difficili da violare sono stati quelli della palestra della Fondazione Santa Lucia a Roma e dell’impianto di Seveso che ospita da ormai 14 anni le gare della Briantea84. «È un impianto pubblico dato in convenzione d’uso ? spiega ancora la responsabile della società canturina ?. Ci occupiamo noi di custodia, manutenzione ordinaria, gestione degli eventi sportivi, tabelle orarie fra le varie società che, oltre a noi, lo usano. Con il tempo è diventata la

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Grandi progetti per la pallacanestro: coinvolgere sempre più giovani, a partire dalle unità spinali

Non solo serie A e serie B, il basket in carrozzina italiano prova ad allargarsi sempre più, con l’obiettivo di estendere la base dei giovani, coinvolgere nel movimento il maggior numero di persone possibile e aumentare il numero di praticanti. Con un occhio di riguardo al mondo giovanile, il cui campionato nazionale prende il via proprio in questo mese di gennaio: sei squadre ai nastri di partenza, pur con le defezioni importanti, rispetto al passato, di Firenze e Verona. Un torneo preceduto dai Campionati europei under 22 per nazioni, organizzati dall’Italia e ospitati a Lignano Sabbiadoro. A proposito di Nazionale, quella maggiore, affidata al coach Carlo Di Giusto, attraversa una fase di ricambio generazionale. «Dopo la mancata qualificazione a Rio - dice il presidente della Fipic Fernando Zappile -, stanno venendo fuori nuovi atleti: bisogna lavorarci sopra, puntiamo ad attrezzare una squadra che possa ambire alla qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Sarà decisivo l’Europeo 2019, prima del quale siamo attesi ai Mondiali 2018 e all’Europeo nel giugno 2017 a Tenerife». Assai più complicata la situazione della Nazionale femminile, che sconta il problema dello scarso numero di atlete: dopo aver mancato gli europei, il ct Fabio Castellucci punta soprattutto a creare un gruppo stabile. «La ricerca di atleti, uomini e donne, è una priorità della Federazione: crediamo possa esserci di aiuto la recente costituzione di un Comitato medico scientifico che dialoghi con il mondo delle unità spinali per indirizzare coloro che vi si trovano alla pratica della pallacanestro in carrozzina». [S.C.]

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