Dicembre 2013

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raccontando l’intreccio di tre generazioni: quella del nonno Milovan, del padre Vladimir e della figlia Arianna Vukovi?. Insieme attraversano, nella realtà e nella memoria, l’Europa dell’Impero asburgico e poi quella della Guerra Fredda. Ma all’autrice, originaria di Belgrado e trapiantata in Italia dal 1987, sta a cuore sviscerare soprattutto la relazione tra Vladimir e la sua primogenita nello scenario realistico e a tratti surreale della ex Jugoslavia. Appena dodicenne, dopo l’occupazione tedesca e italiana, il ragazzo entra nelle forze partigiane di Tito per seguire il suo personale “Dio”, il fratello Mihailo, che morirà troppo presto. Disabile fin da giovane – gli viene amputato un braccio per lo scoppio di una granata – alla fine della guerra Vladimir ritrova l’amore e scopre la poesia, di cui diventerà grande interprete. La menomazione fisica non scalfisce di un millimetro l’amore della figlia, divoratrice di libri, verso il padre, anzi mitizzato. Negli occhi di bambina «la speranza in una vita giusta e umana» coltivata dal genitore prevale sulle apparenze e sugli sguardi altrui. Fino a immaginare che il padre possa volare, al di sopra degli altri, con quella saggezza che il dolore gli ha insegnato troppo presto. [L.B.]

Libri

A tempo di Alzheimer

Flavio Pagano
Perdutamente
Giunti 2013
pagine 240, euro 12

Nel suo romanzo, basato su una vicenda realmente accaduta, Flavio Pagano la scrive con l’iniziale minuscola, forse per padroneggiarla, forse per sentirla in qualche modo familiare anche nel lessico. Alzheimer è una parola, e soprattutto una malattia, che fa paura: nel mondo ne soffrono circa 36 milioni di persone. Ed è questa la diagnosi consegnata alla madre del protagonista di Perdutamente, edito da Giunti. Un titolo da leggere in varie modalità: come avverbio intero oppure spezzando le parole in aggettivo e sostantivo, giocandoci con ironia perché questa vuole essere la cifra stilistica che attraversa le pagine.
Napoletano, cinquantunenne, autore eclettico che ha scritto per il teatro e la tv (vincendo nel 2011 il Premio speciale Elsa Morante - Isola di Arturo con il libro Ragazzi ubriachi), Pagano cerca di affrontare a viso aperto un tema difficile: la storia di una famiglia allargata e complicata che si trova ad assistere l’anziana madre e nonna, la sua perdita di memoria e di senso, le sue fughe nel tempo (nella mente è tornata bambina ai tempi del fascismo) e i suoi silenzi.
Si apre però un altro fronte interessante nel dipanarsi del racconto: la domanda su come il dolore e la sofferenza, l’incontro con la disabilità e la fragilità di corpo e mente, possano generare uno scatto in avanti dei figli verso la maturità umana e affettiva. «Era venuto il momento di nascere davvero. Il momento di dimostrare che anch’io sapevo stare al mondo», scrive la voce narrante. E tra latitanza dello Stato, nella lotta contro l’ottusità della burocrazia per ottenere la pensione d’invalidità, il figlio avverte di «potere accogliere tutta la tempesta della sua follia, [...] senza smarrire la speranza del futuro. Sentivo di poter continuare a essere me stesso, e di accettare fino in fondo il senso di ogni cosa, compreso il fatto che non potevo fare nulla per cambiarlo». [L.B.]

Premio speciale al videoclip della canzone scritta da Francesco Nuti
I videoclip di Francesco Nuti Olga tu mi fai morir, brano scritto insieme al fratello Giovanni, ha vinto il premio speciale Mei (Meeting delle etichette indipendenti). Il riconoscimento è stato assegnato durante gli Oscar degli indipendenti, che si sono svolti a Pistoia il 23 e 24 novembre. Vittima di un grave incidente nel 2006, l’ex attore e regista – rimasto disabile – aveva presentato il pezzo all’ultima edizione del Festival di Sanremo, ma era stato scartato già nella fase della preselezione. Composta nel 2006, la canzone doveva essere inserita nella colonna sonora di Olga e i fratellastri Billi, pellicola incompiuta a causa dell’incidente. Quest’anno, grazie a Giovanni Nuti, autore della musica con Marco Baracchino, e alla collaborazione del regista Giacomo Favilla, Olga tu mi fai morir è finalmente uscita, accompagnata dagli arrangiamenti e dalle chitarre di Baracchino insieme alla voce del busker italo-scozzese Nicki La Rosa. Nel video Francesco recita insieme a Eva Falleni (Olga), lo stesso Niki e il cane Tito. [L.B.]

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