Dicembre 2013

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Libri

La vita (e il cielo) non rimangono chiusi in una stanza

Efraim Medina Reyes
Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio
Feltrinelli 2013
pagine 432, euro 18

Teo, l’ipersensibile protagonista di Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio, soffre di un tipo di lupus che lo rende vulnerabile agli agenti esterni e per questo ha trascorso gran parte della vita rinchiuso nella sua stanza. Ammira personaggi come Deleuze e Schopenhauer, anche se la sua religione è Lenny Bruce e il suo sogno è quello di reinventare la comicità. L’unica cosa certa è che ha quasi 30 anni, vive ancora con la madre (che è stata abbandonata sei volte dal padre) e ha un fratello minore che in fin dei conti se la cava molto meglio di lui. La sua unica vera complice in quella che Teo chiama la realtà reale è Vlues: lei non soltanto lo ama, ma lo capisce, ne condivide le ossessioni e lo stravagante erotismo.
E come vive Teo la sua condizione di forzato isolamento? Bambino cresciuto precocemente, cerca con ironia di individuare i “privilegi” della sua malattia: «Grazie al lupus, a quattro anni e mezzo avevo già una camera tutta per me. Era in fondo al patio e ci fu un periodo in cui mi svegliavo nel cuore della notte e mi mettevo a piangere. Non ne ricordo il motivo, e se un motivo c’era io comunque piangevo nel momento sbagliato». Cresciuto, riconosce che il lupus lo ha «relegato a una vita pubblica vespertina. La cosa più stupida da fare è accarezzare l’idea che abbiamo avuto la possibilità di opporci al destino, ma a volte non abbiamo altra scelta che aggrapparci alla stupidità per continuare a vivere».
Durante una delle sue rare passeggiate notturne per la città, Teo viene sorpreso da un improvviso acquazzone e deve rifugiarsi nel Pesce Ghiaccio, un bar che non ricorda di aver mai visto prima. Lì conosce Lena, misteriosa avvocatessa con cui tesse un’ambigua relazione. Lei sarà il punto di partenza di un viaggio iniziatico in un mondo lontano dal suo monotono ma sicuro nido materno. Un pianeta popolato da cocainomani napoletani e cinesi che cercano di tenere nascosta la propria omosessualità, pseudoartisti e poliziotti violenti. Sullo sfondo, l’incessante ricerca della propria identità.
Pubblicato da Feltrinelli, il romanzo è scritto dal colombiano Efraim Medina Reyes, nato nel 1967 a Cartagena, che vive tra la Colombia e l’Italia. Nel 1995 ha vinto il Premio nazionale per il racconto con la raccolta Cinema Albero (Fusi orari). Ha diretto tre film e scrive per il teatro. Il suo stile onirico scivola nel realismo più splat, affondando parole e pensieri negli umori prosaici dell’esistenza. [L.B.]

Partite le iscrizioni alla seconda edizione del simposio di scultura in marmo con artisti non vedenti e ipovedenti. “Le mani per creare” è lo slogan dell’iniziativa, in programma dal 18 al 24 agosto 2014, promossa da Chiesa dell’arte e Pemart srl, con il patrocinio del Comune di Carrara e la collaborazione dell’Istituto del marmo di Carrara “Pietro Tacca”. Le opere eseguite dovranno attenersi al tema “Alimentazione e ambiente”. Possono partecipare persone di ogni nazionalità, senza limiti di età; le domande devono essere inviate entro il 28 febbraio. Bando e info al link www. museoomero.it/main?p=news_ id_4945. [L.B.]

Libri

Quel braccio amputato che fa volare un padre

Tijana M. Djerkovi?
Inclini all’amore
Playground 2013
pagine 212, euro 15

Attraversano la storia recente le pagine di Inclini all’amore, edito da Playground e scritto da Tijana M. Djerkovi?,

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