Dicembre 2013

Visualizza la pagina 4 di SuperAbile Inail di Dicembre 2013 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  • CULTURA
    • 48 A Milano la sicurezza diventa museo di M.T.
    • 49 La mia infanzia in una comunità per disabili di A.P.
    • 50 La vita (e il cielo) non rimangono chiusi in una stanza di L.B. Quel braccio amputato che fa volare un padre di L.B.
    • 52 Quando Jefrey ebbe la leucemia di A.P . 53 Il pianeta di Sally. Dalla dislessia ai romanzi per ragazzi di A.P.
    • 54 La voce silenziosa del Congo di M.T . 55 Blancanieves, la meraviglia di essere diversi di A.P.
  • RUBRICHE
    • 56 Tempo libero Turismo senza sorprese. L’informazione è online
    • 58 Inail... per saperne di più Auto-mutuo aiuto. L’iniziativa della Sede di Roma Nomentano
    • 59 Senza barriere Design for all. Presentato a Berlino un nuovo manuale
    • 60 Previdenza Andare a vivere all’ estero. Cosa cambia per chi si trasferisce
    • 61 L’esperto risponde Ausili, Lavoro
  • PINZILLACCHERE
    • 63 Giocattoli per tutti i gusti
    • 64 Il francobollo del mese Dalla vecchia Rhodesia un omaggio alla salute degli occhi di Gian Piero Ventura Mazzuca
  • DULCIS IN FUNDO
    • 66 Strissie I pupassi di Adriana Farina e Massimiliano Filadoro

Perché un’inchiesta sul miracolo

Per noi che crediamo nelle persone con disabilità come soggetti di diritto e non (o non soltanto) come portatori di bisogni, parlare di miracoli è stata una vera sida. Ne abbiamo discusso a lungo prima di incamminarci sulla dificile strada verso Lourdes, tirandoci dietro una serie di dubbi e di incertezze. Pensavamo si trattasse di una china particolarmente scivolosa: perché noi, che abbiamo sempre creduto nella possibilità e nella capacità delle persone disabili di migliorare la vita in Terra, ora rivolgevamo gli occhi verso il Cielo? E qual era il messaggio che ne potevano ricavare i nostri lettori? Potevano forse pensare a una proposta di tipo devozionale che andasse a sostituire l’ottimismo della volontà? Eppure quei cinque milioni di pellegrini che ogni anno partono alla volta di Lourdes ci interrogavano: presentavano davanti ai nostri occhi una realtà potente, spesso coninata nell’ambito di una religiosità ingenua e popolare in cui nessuno ama riconoscersi. Ma che molti coltivano nel loro intimo, in maniera forse più complessa e articolata di quanto riesca a cogliere l’occhio razionale dello scettico. Perché il rapporto con se stessi, con i propri deicit e la propria vulnerabilità non è solo una questione di ragione. A volte può avere a che fare con la fede, con la speranza, con il conforto di rimettersi nelle mani di qualcosa (o qualcuno) che è più grande di noi. Senza necessariamente implicare la rassegnazione o la rinuncia alla grinta con cui viene affrontata la vita di tutti i giorni. In quest’ottica ha poca importanza se i miracoli esistano davvero. Così, come sempre, abbiamo scelto di girare lo sguardo verso le persone, che per noi sono le vere protagoniste dell’azione. Per tentare di dare una risposta all’interrogativo che più ci stava a cuore: cosa si cerca davvero quando si invoca un miracolo.

5