Dicembre 2013

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nuove nazioni (Finlandia, Cina, Slovacchia) capaci di entrare, quasi dal niente, nell’Olimpo della disciplina.
Se c’è un elemento di speranza, forse questo è proprio il fatto che il wheelchair curling, così come l’ice sledge hockey, sia entrato, tre anni fa, a far parte della stessa federazione (la Fisg) che cura ben cinque discipline olimpiche: pattinaggio di velocità (speed skating e short track), figura (danza, artistica e sincronizzata), stock sport (birilli sul ghiaccio), hockey e curling. Un’integrazione all’insegna della “pari dignità” che – sottolinea il referente degli sport paralimpici – è da un lato un grande «successo culturale» (il cui merito ascrive al lavoro svolto negli anni dal Cip del duo Pancalli-De Sanctis) e dall’altro un’opportunità che ha portato benefici sotto numerosi punti di vista. Guardando in avanti, è lo scenario ideale per far crescere il numero dei praticanti e scovare fra questi i campioni del futuro.

Andrea Chiarotti sarà il portabandiera azzurro alle Paralimpiadi di Sochi 2014, scelto perché capitano della Nazionale di hockey su slittino su ghiaccio. Classe ’66, amputato alla gamba destra dopo un incidente motociclistico nel 1990, è campione europeo in carica di ice sledge hockey e capitano anche dei Tori seduti piemontesi, club campione d’Italia. «È la prima volta che un’intera squadra rappresenta il Paese ai Giochi paralimpici come portabandiera», ha rilevato Luca Pancalli, presidente del Cip.

Snowboard, gli atleti di Budrio in lizza per i Giochi

Uno è invalido civile, l’altro è infortunato sul lavoro: 33 anni il primo, 41 il secondo. In comune una passione per lo snowboard che li ha condotti fino al Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna). Sono Giuseppe Comunale (nella foto a destra) e Marco Ercole, due degli atleti che sperano nella convocazione per le gare di Sochi 2014. Ercole è amputato è stato amputato di entrambe le gambe sotto al ginocchio, a causa di un incidente sul lavoro avvenuto nel 1996: «Ha due protesi tradizionali in resina – spiega Gennaro Verni, responsabile dell’area ricerca e formazione del Centro protesi – ma per lui abbiamo studiato una soluzione che gli permettesse di stare con le ginocchia flesse».
La protesi di Comunale, che è focomelico e ha una gamba più corta dell’altra di 32 centimetri, è ancora più particolare: «Per lui – spiega l’ingegnere – abbiamo realizzato una protesi con un piede idraulico, adatto sia per lo sci alpino che per lo snowboard».
Significa che all’interno del piede c’è un pistone idraulico che consente movimenti e articolazioni, rendendoli più morbidi, e ammortizza gli urti, per esempio in caso di salti sulla neve. Una protesi essenzialmente sportiva, non utilizzabile cioè (così come quella di Ercole) per camminare.
Non è la prima volta che a Budrio realizzano una protesi con un piede idraulico, ma di certo, sottolinea Verni, «è la prima che potrebbe andare alle Paralimpiadi invernali». Comunale è l’attuale campione italiano di parasnowboardcross: «Io sono nato disabile e per me è come essere normodotato», dice ricordando la passione iniziale per lo skate («ma non riuscivo a stare in equilibrio») e quella successiva per lo snowboard: «Quando sono sulla tavola mi libero da tutti i pensieri, mi concentro su quello che devo fare e mi dimentico di tutto. Sono da solo a contatto con la natura. E sto bene».
Una scelta che potrebbe sembrare azzardata, per un messinese che ha visto la neve per la prima volta a 26 anni e che da autodidatta se la andava a cercare con gli amici sull’Etna. Ma anche una scelta azzeccata, a giudicare dai risultati fin qui raggiunti, che lo indicano come la punta di diamante della nazionale azzurra. Lui, che per allenarsi si è spostato in Trentino, sulle nevi di Sochi conta di esserci. [Laura Pasotti]

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