Dicembre 2013

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CRONACHE ITALIANE Bari

Domotica sociale il futuro è ora

Succede in Puglia, a Conversano, dove Alessandro De Robertis ha fondato Domos: un’associazione diventata l’unico vero centro in tutto il Mezzogiorno per la realizzazione di case automatizzate. A misura di disabile

Antonio Storto

Una donna entra nel suo appartamento, ripone la borsa all’ingresso, batte le mani e scandisce: «Luce»; così, all’improvviso, la stanza si va illuminando al suo passaggio. Poi, dirigendosi in soggiorno, accende il televisore con un altro comando vocale e, mentre inizia a svestirsi, ordina «Cucina» e per magia i fornelli si accendono sotto uno scaldavivande. Eccetera, eccetera. Chi è cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta questa scena l’avrà vista almeno una decina di volte in altrettante pellicole di fantascienza: l’appartamento robotico era un feticcio di ciò che credevamo sarebbe stato il futuro. Facciamo un piccolo salto ai giorni nostri e scopriremo che quel futuro si va già concretizzando nelle nostre case: le abitazioni-robot sono una realtà in costante evoluzione e c’è una scienza che si occupa di progettarle e realizzarle. Si chiama domotica (dall’unione tra domos – casa, in latino – e robotica) ed è una disciplina che fonde ingegneria edile ed energetica, elettronica, telecomunicazioni, informatica e molto altro ancora.
E se è vero che questo genere di tecnologia è associata in prevalenza al consumo di lusso, c’è comunque tutta una branca della disciplina che cerca di «migliorare le condizioni di vita delle persone non autosufficienti o con disabilità. Si parla in questo caso di domotica sociale». Parola di Domos, associazione con sede a Conversano (Bari), unico vero centro per l’adattamento dell’ambiente domestico di tutto il Sud. A fondarlo, il 32enne Alessandro De Robertis, studi in Ingegneria gestionale e una vita spesa nel volontariato. «Abbiamo iniziato nel 2008 – spiega De Robertis, presidente della struttura – con la creazione di un centro di connettività sociale, dotato di tre postazioni informatiche per disabili motori, cognitivi e sensoriali. Negli anni, abbiamo alfabetizzato oltre cento utenti al linguaggio dell’informatica: siamo tuttora gli unici ad avere una stampante Braille in tutta la zona di Conversano».

In parallelo al centro di connettività, De Robertis e i suoi hanno da subito iniziato a concretizzare la loro vera aspirazione: creare case automatizzate a misura di disabile. Avvalendosi di uno sportello multidisciplinare – diretto da una psicologa e una sociologa specializzata nel disability management – il gruppo ha selezionato 20 utenti per una prima sperimentazione. «Con le nostre schede di valutazione abbiamo realizzato una sorta di censimento, una mappatura dei bisogni di quanti si presentavano da noi – spiega De Robertis –. Gli utenti sono stati scelti

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