Dicembre 2013

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Ma camminando e vivendo a Lourdes per qualche giorno, ci si rende conto di come sia possibile (e come ci voglia davvero la collaborazione di ciascuno) rendere ogni città bella, pulita e accessibile a tutti. Gettando un colpo di spugna su pregiudizi e discriminazioni. «Da qualche anno è stato fatto un salto di qualità in questo campo», conferma Massimiliano Fiore, responsabile della comunicazione per l’Unitalsi, che gestisce nella meta principale dei pellegrenaggi associativi cinque strutture ricettive; in alcune vengono garantite anche cure e visite mediche. A Lourdes pure lo stigma del deficit mentale non fa paura. I disabili si sentono a casa, non diversi. E questo miracolo molto umano si può replicare ovunque, senza scomodare comitati medici e gerarchie ecclesiastiche. Tantomeno la sfera soprannaturale e divina.

Prodigi quotidiani che riempiono il cuore

A una giovane ragazza gravemente disabile, che si recava spesso a Lourdes, chiesi una volta se si aspettava la grazia della guarigione. Con un sorriso mi rispose che non aveva mai chiesto nessun miracolo. Era felice così com’era. Non aveva bisogno di nulla che già non avesse. Rimasi perplesso e ripensai a quella risposta: era solare e coraggiosa. Mi mise allegria, come se avesse comunicato gioia di vivere.
Di fronte alla malattia o a una grave infermità si invoca spesso un fatto straordinario che, d’improvviso, faccia ritornare in salute. Nelle vicende quotidiane, assistiamo, a volte, ad avvenimenti che sanno di straordinario: «In un gravissimo incidente, per miracolo, sono tutti rimasti illesi», si sente dire. La straordinarietà degli episodi della vita ci accompagna: alcuni fortuiti e inspiegabili. La natura segue le sue regole: non sempre si conoscono cause ed effetti o si riesce a concatenarli. In alcune circostanze le regole saltano: anche qui senza conoscerne la logica.
A volte la straordinarietà di un evento si cerca con insistenza. Gli interlocutori possono essere molti: i sogni, la cartomante, la santona, i medium, Dio stesso. I risultati, proprio per la straordinarietà dell’evento, sono rari, ma non impossibili. Per chi ha fede non è difficile scegliere a chi rivolgersi: un santo particolare, la Madonna, Dio. Esistono fenomeni che gli stessi scienziati dichiarano «inspiegabili». La Chiesa è molto prudente nell’attribuire miracoli. Di fronte a ogni episodio eccezionale, attiva un vero e proprio processo, così da non dichiarare intervento divino ciò che potrebbe essere illusione o speranza. Più difficile muoversi nelle indicazioni di quanti, dichiarandosi dotati di speciali facoltà, dicono di saper prevedere il futuro e di condizionarlo. Di fronte alle cose straordinarie è bene essere prudenti. Non conosciamo tutto della natura e nemmeno le sue eccezioni.
È radioso vivere la propria vita, rispondendo, come quella ragazza, di non voler chiedere nessun miracolo perché, nonostante le difficoltà, la vita è un bene che vale la pena di vivere. Nella mia esperienza, ho visto miracoli compiuti, ma non quelli straordinari: riempiono il cuore. [don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco]

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