Dicembre 2013

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vogliono sottoporsi all’iter dei controlli medici, o si scoraggiano durante la ricerca dei documenti necessari all’indagine medico-legale, oppure non intendono esporsi alla pressione mediatica. Perché il miracolato vive una condizione d’incomprensione: la gente fa fatica a credere che sia avvenuta una guarigione inspiegabile. Con me condividono la difficoltà di essere creduti. Poi ci sono le persone malate e disabili che accettano la loro condizione e si sentono riconosciute nella loro dignità».

Un miracolo molto prosaico, che dovrebbe essere la regola ovunque, è il fatto della normalità di essere disabili. A Lourdes è ormai completamente sdoganata la convinzione civile che le persone disabili sono proprio come le altre: clienti, turisti, visitatori, fruitori di mezzi pubblici e privati, di luoghi di culto e alberghi. «In questi

Spiritualità o conseguenza di un’azione?

Spesso per miracolo intendiamo un avvenimento che ci cambia profondamente la qualità di vita e viene associato alla spiritualità, come se solo da un qualche Dio potessero venire atti e gesti che noi non saremmo mai in grado di produrre. Certamente il miracolo è anche correlato a situazioni spiacevoli e a persone che non hanno vite propriamente abitate dalla buona salute e dalla buona .sorte
Forse – come molti – affronto questi aspetti straordinari quali avvenimenti che cambiano il percorso della vita non roseo. E lo faccio con naturalezza, come se questa concezione fosse innata negli esseri umani. Inconsapevolmente anch’io affido a un Qualcuno, nei momenti peggiori, il mio destino, e lo faccio quando ho finito le possibilità da me gestibili. Se da una parte gestiamo noi il cammino di vita e le nostre azioni, dall’altra non possiamo arrivare a compiere cose che mai avverranno, anche se con la volontà lo desideriamo. Dunque ci viene spontaneo invocare un Dio e il miracolo, pregare e desiderare che avvenga un cambiamento e che tutto – quasi per magia e come nelle favole – possa cambiare grazie a una bacchetta magica. Io ho invocato il miracolo a volte, però non ho notato nessun cambiamento se non quello tangibile prodotto dalle mie o dalle altrui azioni. Ovvio, i miracoli possono accadere e, se mai me ne accadrà uno sarò lieta di poterlo dire. Però siamo sempre su un filo: quello che ci divide tra spiritualità, credenze, speranze e fatti reali. Dipende da noi, da cosa abbiamo vissuto nel nostro passato, dalla qualità di vita che abbiamo e sicuramente dal nostro stato di salute. Credo proprio che questo argomento – così intimo e delicato, a tratti astratto – ci viene facile da affrontare quando siamo in situazioni dolorose e in momenti in cui abbiamo davvero vissuto cose che ci hanno in peggio stregato l’anima e la ragione. Se le nostre fantasie e speranze seguissero il loro corso, avremmo molti miracoli al mondo. Purtroppo gli appigli che la nostra mente realizza non sempre avvengono. E allora rimarrà sempre questo dubbio, questo “non sapere” se il destino può o meno aiutarci, e soprattutto se quel Qualcuno che invochiamo è dalla nostra parte. [Marta Pellizzi, autrice di Quella che ero e quella che sarò, disponibile su Ilmiolibro.it]

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