Dicembre 2013

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L’INCHIESTA Occhi al cielo

originaria di Pavia: la sua è la 69a guarigione riconosciuta, l’ultima finora. «Sembra assurdo, ma la guarigione più sentita – prima di quella del corpo – è la restituzione di un cuore capace di perdonare», ricorda. Arrivata a Lourdes nel maggio 1989 ormai in fin di vita, accompagnata dal marito medico, dopo il bagno nelle piscine Danila avverte che qualcosa è cambiato: «Non chiedevo la salute, ma la pace interiore. Durante il bagno ho avvertito una gioia immensa, perdonando e sentendomi perdonata. Appena uscita dalle piscine del santuario, ho incontrato mio marito: anche lui era pacificato. Allora ho pensato che quella fosse la vera guarigione, la fine del rancore; la parte fisica era il segno».
A 34 anni Danila, quattro figli, aveva cominciato a soffrire di crisi ipertensive spontanee e gravi; nel 1982 subisce una isterectomia e un’annessectomia, seguite da un’asportazione parziale del pancreas; l’anno dopo una scintigrafia conferma la presenza di un tumore nella zona rettale, vescicale e vaginale. «Il miracolo più grande e profondo è il perdono di tutti i peccati, la conversione. Danila lo sa e s’impegna nell’Unitalsi come volontaria per servire i malati: è il suo modo di continuare a ringraziare il Signore», commenta il gesuita argentino padre Horacio Brito, rettore del santuario e compagno di papa Bergoglio durante gli studi universitari.
L’iter per il riconoscimento della guarigione «completa e duratura» della signora Castelli è durato oltre 20 anni: solo il 19 novembre 2011, a Parigi, la Commissione medica internazionale di Lourdes ha certificato che «il modo della sua guarigione resta inspiegato allo stato attuale delle conoscenze scientifiche». Poi il

Gli ex voto? Uno strumento espressivo per rappresentare un infortunio sul lavoro, per formulare la richiesta di protezione oppure manifestare la gioia per la grazia ricevuta. Lo conferma una ricerca iconografica della Direzione regionale Inail Piemonte, racchiusa nel volume Prevenzione e tutela del lavoratore. Origini, prospettive e sviluppo nella cornice dei dipinti votivi. Le opere analizzate, infatti, sono interessanti dal punto di vista storico e antropologico, non solo religioso: raccontano nei particolari gli incidenti e nel contempo l’evoluzione tecnologica dell’ultimo secolo.

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