Dicembre 2013

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L’INCHIESTA Occhi al cielo

sincera, relazioni calde, amicizie durature. Il fatto di non sentirsi “strani” o “diversi”. I sordi, invece, «normalmente non vengono a chiedere il miracolo, hanno un grande senso di spiritualità. Alcuni mi dicono che essere a Lourdes significa provare un po’ di paradiso, per il piacere di vivere questa esperienza, anche se la disabilità uditiva resta ancora piuttosto invisibile e ignorata», ribatte padre Savino Castiglione, vicario generale della Piccola missione per i sordomuti. Ascoltando i pellegrini non disabili, poi, si scopre che ognuno ha una sua richiesta molto personale di «grazia» da avanzare: il lavoro per un figlio, la pace in famiglia, la riconciliazione con il marito o la moglie o fra parenti, un concepimento che non arriva. Come Lia, campana,

Cambiamento, mutazione, passaggio. Di mentalità

Cos’è un miracolo? Un cambiamento, una mutazione, il passaggio da una condizione a un’altra. Comunemente si parla di miracoli in relazione a malattie e il mutamento implica il passaggio a una condizione di salute. In caso di malattia cronica, progressiva, incurabile e degenerativa lo spazio per la speranza di un miracolo diventa davvero talmente esiguo che non conviene proprio concentrare la propria breve e preziosissima vita a desiderare di ottenerlo. Un po’ come l’amore, che arriva quando non ti intestardisci a trovarlo, considero un vero miracolo riuscire a non far risultare la malattia la regina incontrastata, dispotica e tirannica della propria vita. Miracolo è non fare della malattia un’ossessione, un pensiero unico e il metronomo che scandisce il ritmo e il tono dell’esistenza. Miracolo è riuscire ad accettare la malattia il prima possibile, aiutando chi ci vuole bene a percorrere quella difficile strada. Miracolo è comprendere che chi non riesce ad accettare la nostra malattia non è un nostro nemico, bensì una persona bisognosa, invece, del nostro aiuto. Miracolo è gestire la propria paura per non rovesciarla sugli altri. Miracolo, infine, è trasformare la malattia in “servizio” rivolto all’esterno. Personalmente, spero davvero in questi miracoli. Alcuni sono avvenuti, per me, altri no. Ma l’importante è crederci, nei miracoli. Sempre. [Fiamma Satta, giornalista e autrice del blog Diversamenteaff-abile.gazzetta.it e della rubrica omonima del martedì su La Gazzetta dello Sport]

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