Febbraio 2012

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hi-tech

La casa domotica? Un progetto alla portata di tutti (o quasi)

A prire le tapparelle, chiudere una porta o gestire gli elettrodomestici solo col pensiero. Non è fantascienza, ma una delle frontiere della domotica già raggiunte da un team di ricercatori di cui fa parte anche l’Università di Roma “La Sapienza”: insieme alla Fondazione Santa Lucia, sempre nella capitale, hanno realizzato la “casa intelligente ad accessibilità ampliata”. Una sfida ambiziosa che rientra nel progetto europeo “Sm4all”, avviato con l’obiettivo di creare una nuova generazione di case “comandate”. Finanziato con 8 milioni di euro, il progetto ha visto lavorare insieme italiani, svedesi, olandesi e au- striaci. Tecnologia sì, ma al servizio soprattutto dei disabili: grazie a un’interfaccia cervello- computer, infatti, è stato messo a punto un sistema attraverso cui è possibile inviare comandi indossando un cappello con elettrodi e guar- dando un monitor. Nata nel 2007, oggi l’idea è realtà, anche se ci vorranno una decina di anni per diffondere il progetto. Tuttavia i prezzi non risultano inarrivabili: si va dai 5mila ai 30mila euro, ma i costi sono destinati a calare, rendendo così la casa accessibile alla portata di tutti.

[G.A.]

Gps parlante: guida, informa e calcola percorsi

Prendere sempre la strada giusta, tener traccia di luoghi e calcolare il tempo necessario per ogni spostamento: ci pensa il sistema Gps per persone cieche e ipovedenti. Si chiama Kapten Plus il dispositivo che, grazie al sistema vocale in- tegrato, parla comunicando all’utente dove si trova. Informandolo in tempo reale su nomi di strade, numeri civici e punti di interesse. Con l’opzione di calcolare percorsi. Ha anche una radio, un player mp3 controllato dalla voce e un registratore per le proprie note; disponibile anche in Italia, costa circa 250 euro, Iva esclusa.

altri mondi

“Guarda la potenzialità”. A Dubai la sedia a ruote si trasforma

Un vero e proprio restyling sociale per cambiare segno all’immagine della disabilità: così si potrebbe definire la campagna informativa realizzata dall’Al Noor training Center di Dubai, che offre cura, assistenza e formazione a bambini con esigenze speciali. E sono gli stessi bimbi che hanno partecipato alla realizzazione pratica della campagna, riempiendo la città con adesivi del tutto particolari: capaci di trasformare il logo della sedia a ruote, che rappresenta in tutto il mondo la disabilità.
Così una palla trasforma il disabile in un giocatore di basket, un cappello lo fa diventare uno chef, una telecamera lo rende un videomaker, e via dicendo. Accanto al disegno, la frase “See potential, not disability”: “Guarda la potenzialità, non la disabilità”. Insieme, piccoli e ope- ratori lasciano il segno su cartelli stradali e insegne dei parcheggi riservati, su se- gnaletica orizzontale e ovunque sia presente il simbolo della sedia a rotelle.
«Credo che l’iniziativa sia unica e molto creativa – sottolinea Isphana Al-Khatib, direttrice del Centro –, perché mette a fuoco il fatto che le persone con esigenze speciali possono essere produttive e, allo stesso tempo, trasmette un mes- saggio positivo di consapevolezza».
Per diffondere il messaggio, la comu- nità per disabili si è affidata all’agenzia pubblicitaria Y&R Dubai, che ha ideato un vero e proprio guerrilla urbano – intelligente e in grado di veicolare una comunicazione efficace e d’immediata comprensione – sulle risorse di chi vive con un handicap.
Il Centro ha aperto i battenti nella città degli Emirati Arabi il 21 novembre 1981, con appena otto bambini; oggi, nella nuova struttura inaugurata nel 2007, ne può accogliere fino a 300 di diverse nazionalità, con l’appoggio del ministero degli Affari sociali.

[C.L.]

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