Febbraio 2012

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EDITORIALE

di Mario Carletti
Direttore centrale Riabilitazione e protesi, Inail

Tante parole, qualche vignetta e un cruciverba. I pregiudizi si combattono anche col sorriso

«Handicappato, disabile, diversamente abile? A dire il vero, mi chiamo Marco». Vado a memoria e molto probabilmente la battuta non era proprio questa, ma il concetto sì, in una vignetta che avevo visto su un settimanale tanto tempo fa. Poche parole, un bel disegno: sintesi perfetta di una serie complicata di abitudini, condizionamenti, frasi fatte, superficialità. Mi aveva colpito il fatto di come fosse semplice per una mente aperta – come quella del vignettista – abbattere una barriera comunicativa, scardinare preconcetti con un semplice tocco di matita.

Questo numero di Superabile Magazine mi ha fatto venire subito in mente quella vignetta sia per l’inchiesta centrale che per la presenza, all’interno e in copertina, dei Pupassi realizzati dal tratto felice dei nostri Adriana Farina e Massimiliano Filadoro. Ci siamo, infatti, posti il problema di quale sia il modo corretto di definire la disabilità. Di quali siano le parole più chiare da utilizzare anche nel mondo della comunicazione per scrivere un articolo, riportare un fatto, raccontare una storia. Nella lotta all’abbattimento delle barriere si potrebbe iniziare proprio dal vocabolario. E a chi chiedere quali siano i termini giusti e quelli sbagliati se non a coloro che hanno quotidianamente a che fare con la propria disabilità o a coloro che, come i giornalisti, sono chiamati a descrivere con le parole persone ed eventi? Abbiamo così realizzato una raccolta di opinioni che ha sicuramente il merito di farci ragionare un po’, permettendo di fermarci un attimo a considerare aspetti della realtà che talvolta ci sfuggono.

Poi, quasi liberatoria, l’intervista a Tullio De Mauro che, dall’alto della sua conoscenza ed esperienza, ci tranquillizza su questa ansia che tutti abbiamo nella ricerca delle parole più neutrali per definire la disabilità. Le parole – ci ricorda – sono sicuramente importanti nella lunga strada dell’integrazione, ma da sole non bastano. Perché non ha senso cambiare il linguaggio, se non si procede di pari passo con la costruzione di condizioni sociali ed economiche che permettano di realizzare, nella pratica, la parità dei diritti. Dulcis in fundo, il cruciverba della diversità. Divertente e dissacrante, serve sicuramente per non smarrire il buon umore (come si diceva una volta). E per ricordarci che si può “fare cultura” anche senza cipiglio: con leggerezza, sorridendo.

Con Teddy le Strissie che graffiano

Da questo numero, Superabile Magazine si arricchisce delle avventure del temibile Teddy e dei suoi tanti amici, raccontate in immagini e parole – puntata dopo puntata – dalle Strissie intitolate significativamente I pupassi. Il graffiante personaggio, su sedia a ruote, e le storie che racconta sono stati ideati e realizzati da Adriana Farina e Massimo Filadoro. Fumettista, illustratrice e grafica per il web, Adriana ha lavorato per varie case editrici e agenzie. Massimiliano è scrittore, sceneggiatore di fumetti e illustratore.

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