Il difficile concetto di “livello” nell’autismo

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26 maggio 2024

Esistono tre livelli di autismo: Livello 1, Livello 2 e Livello 3 i quali aiutano a identificare la gravità dei sintomi nel dominio della comunicazione così come nel dominio dei comportamenti/interessi ristretti o ripetitivi

I livelli di autismo consentono di porre maggiore chiarezza sulla diagnosi di autismo in termini di: necessità di supporto richiesto (quanto ha bisogno di essere assistito/aiutato/supportato?); nonché di “quantificare” l’interferenza nel funzionamento della persona (quanto i sintomi interferiscono con la vita della persona?). Esistono tre livelli di autismo: Livello 1, Livello 2 e Livello 3 i quali aiutano a identificare la gravità dei sintomi nel dominio della comunicazione così come nel dominio dei comportamenti/interessi ristretti o ripetitivi. Viene dunque meno il concetto di “alto o basso funzionamento”. Il concetto di funzionamento, infatti, riduceva le persone a un solo livello statico e immutabile, indipendentemente dal passare del tempo e dal contesto. Facendo percepire eventuali cambiamenti come miglioramenti o peggioramenti, quando potrebbero essere invece la reazione agli ambienti o tentativi più o meno riusciti di mascheramento. Mascheramento che finisce per ledere la salute mentale di chi vi ricorre. Il concetto di mascheramento è un discorso molto complesso. Definito anche camouflage o Pan (passing as non-autistic), questo processo di mascheramento viene adottato da moltissime persone autistiche per evitare l’esclusione sociale e lo stigma sperimentati a causa del proprio essere differenti dalla maggioranza, per via di comportamenti peculiari, delle incomprensioni reciproche tra autistici e neurotipici nelle aree del linguaggio non verbale e della comunicazione. Spesso nell’autismo l’esaurimento delle energie è il risultato della fatica costante di dover fingere, e questo avviene tanto sul lavoro che fuori. È qualcosa che nasce e si sperimenta nel corpo, un corpo che elabora gli stimoli sensoriali e i segnali sociali in modo differente rispetto alla media, e che quindi si rapporta al mondo in modo diverso, vive una differente esperienza della realtà. Provate a immaginare quanta energia sia necessaria per costringersi a essere altro, per far finta ad esempio che le luci al neon piantate per otto ore al giorno sulla vostra testa non vi stiano devastando; provate a pensare a quanto possa essere stancante e frustrante dover fingere una socialità che non è la vostra, immaginate insomma lo sforzo di fare giorno dopo giorno tutto quanto per voi sia assolutamente innaturale. Questa difficoltà ovviamente riconosce poi un diverso gradiente in base al livello di autismo. 

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