Silvia De Maria, storia di un’atleta paralimpica e della sua “seconda vita” oltre la disabilità

Silvia De Maria, storia di un’atleta paralimpica e della sua “seconda vita” oltre la disabilità

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17 maggio 2024

Torino- ‘Beyond disability – oltre la disabilità’ è il titolo del triplo appuntamento Inail che si è svolto presso il Salone internazionale del libro di Torino. L’ultimo dei tre appuntamenti aveva un titolo davvero eloquente: ‘Dall’infortunio al ritorno alla vita: testimonianze’. Infatti questo appuntamento ha ospitato le testimonianze di coloro per i quali il Centro Protesi Inail esiste e lavora. Storie di reinserimento sociale e lavorativo raccontate dai protagonisti. All’appuntamento erano presenti Simona Amadesi, Silvia De Maria e Francesco G. Margaria.

Silvia De Maria, ex atleta paralimpica ha raccontato: “Ho avuto un incidente ben 27 anni fa. Sono più gli anni che ho vissuto in carrozzina che quelli in piedi”.

E ha proseguito: “Ho voluto festeggiare il 25esimo anno della mia vita ‘in carrozzina’ con una grande festa e ogni anno festeggio il ‘complidanno’ ossia la data in cui ho avuto l’incidente stradale perché è ‘da non dimenticare’ in quanto mi ha davvero cambiato la vita. Nonostante la drammaticità del momento è stata una seconda occasione per me. In qualche modo sono rinata avendo avuto delle opportunità che non avrei avuto come: gareggiare alle paralimpiadi, conoscere tante persone, girare il mondo”. 

“Lo sport è una ‘figata’ perché aiuta a concerderti di sbagliare”.

“Ho sempre praticato lo sport soprattutto di montagna infatti la disperazione (dopo l’incidente ndr.) era non poter più fare certe cose. Ma non è stato così infatti ho iniziato a fare sci, mi sono appassionata al tennis e al canottaggio, alla bicicletta e vado pure in piscina. Consiglio di fare sport perché aiuta nella quotidianità. Per chi è in carrozzina aiuta a fortificare il corpo per poter ottenere una autonomia (di movimento ndr.). E’ chiaro insomma come per me lo sport sia basilare nella vita”, ha concluso De Maria.

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