“Periferie inclusive”, il progetto per restituire la dignità alle persone con disabilità

Degrado delle città, esiste un progetto “Periferie inclusive” per restituire la dignità alle persone con disabilità

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16 maggio 2024

Roma- "E' importante riportare al centro del dibattito il tema delle periferie. Soprattutto per le persone fragili tali contesti sono maggiormente penalizzanti. Avere un'attenzione da parte vostra, del governo e del terzo settore è fondamentale ed è un valore per tutto il nostro Paese. Secondo la convenzione Onu la disabilità non riguarda più solo la disabilità fisica, intellettiva o sensoriale, ma è intesa anche quando si verifica un'interazione negativa con l'ambiente soprattutto nelle periferie e negli spazi complessi e disagiati. E' lì che la persona, a fronte di una disabilità anche lieve, aumenta il grado di disabilità interagendo negativamente con l'ambiente". Lo ha detto la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli intervenendo alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e delle loro periferie in svolgimento presso Palazzo San Macuto a Roma.

IN COSA CONSISTE IL PROGETTO PERIFERIE INCLUSIVE

Ha proseguito la ministra: "Con il ministero della Disabilità abbiamo deciso di agire in alcuni contesti attraverso il bando delle 'periferie inclusive'. Nato nella scorsa legge di bilancio perché ci sono contesti che penalizzano di più le persone così lì cerchiamo di sviluppare percorsi virtuosi e restituire una vita dignitosa. Iniziative, progetti che partono spesso dal terzo settore e dall'associazionismo per dare una risposta alle persone con gravi disabilità. Per questo motivo nella scorsa legge di bilancio abbiamo destinato 10milioni euro rivolti alle città con più di 300mila abitanti. I contesti sono quelli delle periferie più complesse del nostro Paese, ma sono 10 le città individuate con maggior numero di abitanti e che sono: Roma, Milano, Torino, Palermo, Napoli, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Catania. Le cifre sono destinate attraverso un bando perchè sono convinta che per dare risposte concrete ai bisogni delle persone dobbiamo unire istituzioni e mondo del terzo settore associazionismo verificate sono uno strumento di competenza e qualità legittimato dalle istituzioni per offrire risposte vere ai cittadini. Saranno attivati gli stessi comuni interessati a fronte di un costante monitoraggio dei nostri uffici tecnici".

"Spesso questi spazi (degradati ndr) sono portati all'attenzione dell'opinione pubblica (ndr) per fatti di cronaca e spero che in questo modo possano trovare un riscatto e creare un circolo virtuoso che si può auto-alimentare. Potremmo pensare poi di estendere questo progetto a città meno grandi. La viviamo come una sperimentazione e spero nascano proposte virtuose", ha concluso la Locatelli.

SOLO L’8% DEI COMUNI E’ DOTATO DI PEBA. LOCATELLI: "AGIRE ANCHE SU BARRIERE SENSORIALI"

Nella commissione si è parlato anche di barriere architettoniche che rendono impossibili gli spostamenti delle persone con disabilità sia in autonomia che con l’aiuto dei caregiver. E a tal proposito la Locatelli ha aggiunto che: "Le barriere architettoniche sono un tema importante. Va ricordato come esistono già le norme. Per rendere davvero attuabile l'accessibilità universale bisogna agire non solo sulle barriere architettoniche, che costituiscono il problema maggiore ma anche su quelle sensoriali per persone non vedenti, con sordità e che spesso sono dimenticate. Credo che a livello amministrativo sia necessario invertire la rotta delle priorità. Ci sono a livello nazionale i Peba (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, ndr) però solo l'8% dei comuni italiani se ne è dotato. Non è solo questione di risorse e norme ma deve essere intrapresa una visione nuova a favore della disabilità e spero che con la nuova riforma si possano attuare percorsi differenti di valutazione sul territorio". 

DALL’ASSISTENZIALISMO ALLA VITA DIGNITOSA E INDIPENDENTE DELLE PERSONE CON DISABILITA’

"Vogliamo passare dall'assistenzialismo alla valorizzazione delle persone con disabilità- ha proseguito la ministra-, che devono poter andare a lavorare, al mare, in piscina. Soprattutto dobbiamo fare in modo di non costruire nuove barriere. A brevissimo inoltre verrà insediato un nuovo tavolo sui Peba".

 E ancora ha sottolineato Locatelli: "Bisogna rendere anche gli spazi lavorativi più accessibili e tecnologicamente avanzati. E ricordare che spesso le barriere non solo solo fisiche ma anche sensoriali. Per ricollegarmi poi al discorso delle periferie, è chiaro come in questi contesti più complessi sia ancora più difficile trovare spazi accessibili".

COSA RIVELANO I DATI ISTAT

 "Un report dell'Istat di qualche mese fa ha certificato che in Italia sono 13milioni le persone che hanno una limitazione negativa con l'ambiente, temporanea o permanente, di livello lieve, medio e grave. Un numero grande che conferma come questo discorso ci riguarda tutti", ha concluso la Locatelli

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