Dalla disperazione alla scoperta della maratona di New York, la forza di Sabina

“Non sapevo se ce l’avrei fatta a sopravvivere” ma ora “voglio continuare così”, ha spiegato Sabina Castelli, “voglio proseguire su questa strada, per mio fratello, per altri che come lui non ci sono più, e per dare una speranza a chi si sente perso come mi sono sentita io”

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Atleti corrono una maratona

01 aprile 2024

LEGNAGO – “Non sapevo se ce l’avrei fatta a sopravvivere” ma poi è arrivata la vicinanza di colleghi e titolari del lavoro “che mi sono stati vicino per tutta la malattia, dandomi una carica incredibile”. È la storia di Sabina Castelli, 50enne di Legnago, che è passata dalla tragedia della morte del fratello Andrea alla lotta contro il tumore al seno. Forza di volontà e grinta che l’hanno portata addirittura a correre la maratona di New York. Fino a sei anni fa la vita di Sabina, racconta Larena, scorreva serenamente. Poi, nel 2017, il fratello viene colpito da glioblastoma, il tumore cerebrale più maligno ed aggressivo che si conosca: muore dopo sei mesi, a soli 45 anni, lasciando una moglie e due figli piccoli. Il dolore non abbatte totalmente Sabina, che cerca ugualmente di farsi forza, anche e soprattutto per gli amati nipotini. Finché a settembre 2019, le viene diagnosticato un carcinoma mammario infiltrato. “Non sapevo se sarei sopravvissuta e soprattutto non ero in grado di parlarne con i miei genitori dopo quello che avevano passato con Andrea. Per un po' ho cercato di nascondere tutto, poi non ci sono più riuscita”. Iniziano le cure, la chemioterapia lascia i segni più evidenti. Ma le terapie “fortunatamente funzionavano” però “io mi sentivo menomata, una specie di larva umana. Pensavo che non mi sarei più ripresa anche se tutti erano meravigliosi con me: dal personale dell'Oncologia dell'ospedale di Legnago che mi chiamava sempre per nome facendomi sentire una persona e non un numero fino ai miei titolari e colleghi della Fomet che mi sono stati vicino per tutta la malattia, dandomi una carica incredibile”. L’aspetto fisico (si vede troppo magra) la porta a scegliere la maratona per rinforzare un po' la muscolatura. Si iscrive al ‘Km Sport Running Dream’, gruppo di Legnago, e qualcosa succede. “Sarà stato perché ho trovato le persone giuste- conferma- sta di fatto che nel giro di poco ho scoperto che correre mi faceva sentire viva, mi liberava la mente. Mi sentivo come Forrest Gump. Correvo sempre di più, macinavo chilometri, scoprendo una forza che non sapevo di avere”. Sceglie così di partecipare alla maratona di New York dello scorso novembre con un solo grande obiettivo: “Regalare la medaglia a mio fratello. Ho portato a termine il percorso in quattro ore e 55 minuti: non è un gran tempo, ma per me è stata un'esperienza bellissima perché con me avevo Andrea. All'arrivo ho tirato fuori la sua foto dal marsupio, l'ho baciata e bagnata di lacrime di felicità”. E ora? “Voglio proseguire su questa strada, per mio fratello, per altri che come lui non ci sono più, e per dare una speranza a chi si sente perso come mi sono sentita io”. Dopo aver fatto la 21 chilometri di Giulietta e Romeo, nel programma di Sabina sono entrate la maratona di Napoli, quella di Roma, poi arriveranno Madrid, Berna, e infine Valencia, a dicembre”. 

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