HAL, l’esoscheletro robotico comandato dal pensiero

Restituire il cammino a persone con lesione del midollo spinale o cerebrali: la ricerca, applicata al settore della riabilitazione, punta sempre più decisa a questo obiettivo

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liberi di volare

08 agosto 2022

Chi ha subito lesioni midollari o cerebrali potrà tornare a camminare grazie ad HAL, l’esoscheletro robotico inventato dal Professore giapponese Yoshiyuki Sankai e presentato in Italia, l’anno scorso, dalla Fondazione Don Gnocchi, di Firenze, che lo ha introdotto nei suoi programmi di riabilitazione motoria. Con delle placche sistemate sui muscoli degli arti inferiori per persone con lesioni midollari o cerebrali, permette di colmare la mancanza di passaggio dell’impulso bioelettrico e di far muovere le gambe quando la persona lo desidera.

Restituire il cammino a persone con lesione del midollo spinale o cerebrali. La ricerca, applicata al settore della riabilitazione, punta sempre più decisa a questo obiettivo. Per raggiungerlo serviranno probabilmente ancora molti anni, ma in tempi recenti sono andati delineandosi tre linee di ricerca che mostrano concretezza e ragionevoli prospettive di progresso.

Accanto a sperimentazioni farmacologiche per tentare la rigenerazione del tessuto nervoso danneggiato dalla lesione midollare, è sul fronte delle tecnologie che gruppi di ricerca sparsi soprattutto in Europa, Giappone, Stati Uniti e Israele stanno lavorando. Da una parte si sperimentano tecniche di elettrostimolazione, tese a riattivare i circuiti neurali che sono alla base del movimento. Dall’altra si lavora sulla robotica, con particolare attenzione agli esoscheletri.

Diverse sono le applicazioni mediche presenti (e diverse altre – è certo – arriveranno in futuro) di questi robot indossabili, che restituiscono già oggi a persone in carrozzina la posizione verticale e la possibilità di compiere dei passi. Tra questi c’è l’esoscheletro robotico denominato HAL, realizzato dal Professor Yoshiyuki Sankai, Docente alla Graduate School of Systems & Information Engineering, dell’Università di Tsukuba e Direttore e Amministratore Delegato di Cyberdyne, lo spin-off che ha portato alla realizzazione dell’esoscheletro.

Come funziona HAL
Con delle placche sistemate sui muscoli degli arti inferiori per persone con lesioni midollari o cerebrali, permette di colmare la mancanza di passaggio dell’impulso bioelettrico e di far muovere le gambe quando la persona lo desidera. In maniera del tutto non invasiva, ha spiegato il creatore dell’esoscheletro, può rendere vivo il “ricordo del movimento” e stimolarne la rigenerazione. Adatto per persone dai 12 anni in su, il robot andrà ad aiutare i professionisti della riabilitazione del Don Gnocchi di Firenze (che ha presentato HAL nel 2018), Fondazione da anni impegnata nello studio degli esoscheletri e nella loro applicazione clinica, che lo ha introdotto nei suoi programmi di riabilitazione motoria.

Tra gli aspetti più peculiari di HAL, c’è la capacità dell’esoscheletro giapponese d’interpretare le intenzioni di movimento della persona che lo indossa. La trasformazione di questi robot indossabili, da “impalcature” che muovono la persona a tecnologie che si muovono insieme alla persona, è infatti l’ultima frontiera di un lungo cammino di ricerca e sviluppo che ha mosso i primi passi negli anni sessanta del secolo scorso.

“La qualità dei percorsi di riabilitazione che possiamo garantire ai nostri pazienti – ha dichiarato Francesco Converti, Direttore Generale della Fondazione Don Gnocchi – “dipende strettamente dal nostro impegno nel settore della ricerca. Con eventi come quello realizzato a Firenze puntiamo a rafforzare le collaborazioni internazionali della Fondazione”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Nazione di Firenze e dal Sito web Industrie Quattro Punto Zero


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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