Iter giudiziario interdizione

La richiesta di interdizione è fatta con ricorso diretto al Tribunale del luogo in cui la persona da interdire ha la residenza o il domicilio effettivi con l'assistenza obbligatoria di un legale

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05 giugno 2018

L’interdizione giudiziale non va confusa con l’interdizione legale che è un istituto con funzione sanzionatoria previsto come pena accessoria ad una condanna definitiva all’ergastolo ovvero alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni.

Le fasi fondamentali dell'iter giudiziario per l'ottenimento dell'interdizione sono:

  • il ricorso;
  • l'esame del giudice istruttore;
  • la sentenza.

Il ricorso

La richiesta di interdizione è fatta con ricorso diretto al Tribunale del luogo in cui la persona da interdire ha la residenza o il domicilio effettivi con l' assistenza obbligatoria di un legale. Se si tratta di una persona stabilmente ricoverata, la domanda dovrà essere presentata nel tribunale del luogo dove realmente vive.

Le spese da considerare sono quelle legali, a meno che l'istanza venga richiesta dal Pubblico Ministero o venga provato lo "stato di povertà" (patrocinio gratuito).

Le persone legittimate a presentare il ricorso sono, senza un ordine di preferenza: il coniuge, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, il tutore o il curatore e il Pubblico Ministero, dietro segnalazione di terzi. Tutti i legittimati possono intervenire nel procedimento.

La documentazione da allegare alla domanda Insieme alla domanda è necessario presentare:
fotocopia del certificato di invalidità o della relazione medica attestante la patologia e l'incapacità di tutelare i propri interessi materiali e morali;

  • originali dello stato di famiglia, dei certificati di cittadinanza e residenza in carta semplice; 
  • estratto dell'atto di nascita;
  • dichiarazione medica in data recente attestante la persistenza dello stato di  invalidità e incapacità.

Il presidente del tribunale dà comunicazione del ricorso al Pubblico Ministero, che può chiedere il decreto di rigetto della domanda. Se ciò non si verifica, il Presidente nomina il Giudice Istruttore e fissa l'udienza di comparizione del ricorrente (colui che ha presentato il ricorso), dell'interdicendo e di tutti coloro che sono indicati nel ricorso.

L'esame del giudice istruttore

Momento particolarmente rilevante del giudizio di interdizione è quello dedicato all'esame personale dell'interdicendo da parte del giudice istruttore. Tale esame, oltre ad essere il presupposto necessario per la pronuncia del giudice, è anche la sua fonte principale di convincimento se non addirittura il mezzo di prova più importante.
A seconda dell'esito di tale esame, infatti, il giudice può respingere l'istanza o pronunciare d'ufficio l'inabilitazione.
Data l'importanza di questo esame, se la persona da esaminare non è in grado di presentarsi (ad esempio perchè infermo), il giudice dovrà recarsi presso il suo domicilio.

La sentenza

Il giudizio si conclude con la pronuncia della sentenza. Il tribunale potrà pronunciare:
l' interdizione: accogliendo la domanda (si parla in tal caso di sentenza di accoglimento);

  • l'inabilitazione d'ufficio: quando il giudice non ritenga sussistere uno stato di infermità tale da giustificare la domanda;
  • il rigetto del ricorso.

A seguito di sentenza di accoglimento, lo stato di incapace viene annotato sull'atto di nascita e sui documenti di identità

Gli effetti della interdizione decorrono dal momento della pubblicazione della sentenza cioè dal suo deposito in cancelleria ed ha efficacia nei confronti di tutti.

Con la sentenza che dichiara l'interdizione viene disposta la nomina di un tutore, scelto di preferenza tra il coniuge che non sia separato, il padre, la madre, un figlio maggiorenne o la persona designata con testamento dal genitore superstite, con il compito di rappresentare legalmente l'interdetto e di amministrare il suo patrimonio.

La sentenza che decide sulla domanda di interdizione, anche se passata in giudicato (quindi non più impugnabile) può essere revocata in ogni momento se la causa che ne ha determinato la pronuncia cessa totalmente o parzialmente.  

La domanda per la revoca dell'interdizione può essere presentata dal coniuge, dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado, dal tutore dell'interdetto o su istanza del Pubblico Ministero.

di Corina Serpeanu

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