Diritto al voto per le persone con disabilità

Informazioni utili che la legge prevede per consentire alle persone con disabilità di votare

Approfondimenti

leonardo da vinci

15 maggio 2018

Elettori fisicamente impediti
Per elettori fisicamente impediti si intendono, secondo la normativa vigente, i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità. Le persone con queste disabilità, e non con altre, possono esercitare il diritto di voto con l’aiuto di un elettore della propria famiglia o di un altro elettore, volontariamente scelto come accompagnatore, purché questi risulti iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano (Legge 5 febbraio 2003, n. 17).
Qualora la disabilità non sia evidente, oppure non sia nota al Presidente di seggio, deve essere richiesto uno specifico certificato rilasciato da medici designati dall’ASL. La certificazione deve precisare che “l’infermità fisica impedisce all’elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di altro elettore”. Questi documenti devono essere rilasciati immediatamente, gratuitamente e in esenzione a qualsiasi diritto o applicazione di marche. Il certificato viene poi allegato agli atti della sezione elettorale.
Al fine di evitare di doversi munire di volta in volta, in occasione di ogni consultazione, dell’apposito certificato medico, gli elettori fisicamente impediti possono preventivamente chiedere all’ufficio elettorale del proprio Comune l’annotazione permanente del diritto di voto assistito sulla propria tessera elettorale.
Tale annotazione consentirà l’ammissione al voto assistito senza ulteriori formalità, anche in occasione di successive consultazioni elettorali.
Gli interessati potranno richiedere l’apposizione di detto timbro, presentando la seguente documentazione:
  1. Richiesta debitamente compilata e firmata
  2. Documento d’identità
  3. Tessera elettorale rilasciata dal Comune
  4. Certificato medico attestante l’impossibilità ad esprimere il diritto di voto.
Nel caso dell’elettore cieco può essere esibito, quale documento probatorio, il cosiddetto “libretto di pensione” (libretto nominativo dell’Inps) dal quale si evince la cecità accertata.
Chi necessita di essere accompagnato solo fino alla cabina elettorale, ma poi è in grado di esercitare autonomamente il voto, non dove presentare alcun certificato.
Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un disabile, a tal fine il Presidente del seggio, prima di consegnare la scheda, deve richiedere la tessera elettorale anche all’accompagnatore dell’elettore impedito, per assicurarsi che egli sia elettore e che non abbia già svolto la funzione di accompagnatore ed inoltre si accerterà, con apposita domanda, che l’elettore accompagnato abbia liberamente scelto il suo accompagnatore e ne conosca il nome e cognome.
 
Il diritto di voto per i disabili mentali e le persone interdette
L’art. 11 della Legge n. 180/1978 (Legge Basaglia), che ha originato la chiusura degli Istituti psichiatrici, ha abrogato l’art. 3 del Decreto Presidente della Repubblica n. 223/67, che aveva sospeso il diritto di voto per le persone interdette, restituendo loro, quindi, il diritto di elettorato attivo, ovvero la possibilità di eleggere ed essere eletti.

La norma non stabilisce distinzioni e non da direttive precise al riguardo. L’elettore interdetto quindi non ha, allo stato, nessuna limitazione all’esercizio del proprio diritto di voto ed il Presidente del seggio non ha la facoltà di verificare le sue capacità.
Per i disabili mentali non è previsto l'accompagnamento, nemmeno da parte di un familiare.
Sulla materia è stata interessata anche la Corte Costituzionale che però con la Sentenza n. 303/87 ha ritenuto di non doversi pronunciare per difetto di rilevanza.

Presenza di barriere architettoniche
In base alla Legge 15 gennaio 1991, n. 15, gli elettori disabili, quando la sede della Sezione alla quale sono iscritti non è accessibile mediante sedia a ruote, possono esercitare il diritto di voto in altra Sezione del Comune, che sia allocata in sede priva da barriere architettoniche e che abbia adeguate caratteristiche di accessibilità, previa esibizione, unitamente al certificato elettorale, di attestazione medica rilasciata dalla ASL anche in precedenza per altri scopi o di copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l'impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione.

Nel caso non si disponga di alcuna certificazione oppure nell’ipotesi in cui dalla certificazione non sia possibile evincere con chiarezza che sussiste un’incapacità alla deambulazione, è possibile richiedere, senza alcun costo, una visita all’ASL di competenza.
Le ASL nei tre giorni precedenti la consultazione elettorale devono garantire in ogni Comune la disponibilità di un adeguato numero di medici autorizzati e preposti per il rilascio di queste certificazioni. Sarà cura del Presidente  di seggio iscrivere il disabile nella lista elettorale della sezione e di prenderne nota nel verbale.

L’accessibilità dei seggi elettorali
Le disposizioni vigenti forniscono indicazioni anche circa l’accessibilità dei seggi elettorali. Gli arredi della sala di votazione delle sezioni elettorali devono essere disposti in modo da permettere agli elettori non deambulanti di leggere il manifesto contenente le liste dei candidati, di votare in assoluta segretezza, nonché di svolgere anche le funzioni di componente di seggio o di rappresentante di lista e di assistere, ove lo vogliano, alle operazioni dell’ufficio elettorale. Deve essere predisposta almeno una cabina per consentire agevolmente l’accesso agli elettori anche se disabili e deve essere previsto un secondo piano di scrittura, eventualmente ribaltabile, all’altezza di circa ottanta centimetri, o un tavolo munito di ripari che garantisca la stessa segretezza. I seggi debbono essere poi raggiungibili anche dall’esterno, dove deve essere segnalata l’accessibilità attraverso il noto pittogramma della carrozzina, tramite percorsi accessibili. I comuni devono provvedere al censimento delle barriere esistenti nei locali adibiti a seggi elettorali e devono intervenire di conseguenza allo scopo di evitare che si ripresenti la stessa situazione nelle successive consultazioni.

Servizio di trasporto pubblico
L'art. 29 della Legge n. 104/92, pone a carico del Comune in cui si svolgono le elezioni l'obbligo di organizzare trasporti di servizio pubblico per facilitare agli elettori disabili il raggiungimento del seggio elettorale. Tale obbligo spetta giustamente al Comune, in quanto esso è titolare sia delle funzioni amministrative nel settore dei servizi sociali, sia delle incombenze in materia elettorale. Il Comune può organizzarsi utilizzando i mezzi ed il personale proprio o concedere a terzi il compito di predisporre il servizio di trasporto necessario. Possono usufruire del servizio di trasporto coloro il cui handicap sia stato accertato ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 104/92, ma anche coloro che versino nella situazione di handicap transitoriamente, previa esibizione, nel primo caso, del certificato di cui al predetto art. 3 e, nel secondo, di apposita attestazione da parte della ASL.
Sui siti web dei diversi Comuni è possibile trovare indicazioni precise su come usufruire del Servizio di trasporto e/o un numero telefonico verde per avere informazioni. E’ possibile che questo Servizio venga svolto su prenotazione telefonica al numero indicato, da effettuarsi nei giorni precedenti la votazione.
 
Voto a domicilio
La Legge 7 maggio 2009, n. 46 ha modificato alcune parti della Legge 27 gennaio 2006, n. 22, che regola il diritto al voto. In particolare l'art. 1, comma 1,  così recita: “Gli elettori affetti da gravissime infermità, tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile, anche con l'ausilio dei servizi di cui all'articolo 29 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e gli elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano, sono ammessi al voto nelle predette dimore”.
Si è allargata la platea dei beneficiari del voto a domicilio anche alle persone intrasportabili pur non essendo in dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali.
Non riguarda però le persone che con l'aiuto di altre persone o con i servizi di accompagnamento e trasporto predisposti dal Comune (Art. 29 della Legge 104/92) possono comunque essere trasportati.
Tale valutazione è esclusivamente di competenza sanitaria, cioè la certificazione di intrasportabilità viene rilasciata dall'ASL che attraverso i propri medici attestano la situazione di grave infermità e di intrasportabilità o di dipendenza da elettromedicali (art. 1, comma 3, lett. b).
Gli elettori devono far pervenire, tra il 40° e il 20° giorno antecedente la data della votazione, al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l'abitazione in cui dimorano, indicandone  l’indirizzo completo.
A tale dichiarazione devono essere allegati:
  • la copia della tessera elettorale
  • un certificato medico rilasciato dal Medico Legale  della ASL di residenza della persona disabile, in data non anteriore ai 45 giorni dal giorno delle consultazioni elettorali e deve avere una prognosi non inferiore ai 60 giorni.
La norma non entra nel merito delle situazioni in cui la persona disabile grave non sia in grado di firmare e quindi quale sia la procedura di raccolta della sua volontà. Di norma, in questi casi la volontà è raccolta da un pubblico ufficiale (DPR 445/2000, art. 4) che annota le cause dell’impedimento fisico alla firma. La nuova norma non lo rammenta e non obbliga i Comuni a svolgere  queste pratiche a domicilio.
 
Quali votazioni
In forza della Legge n. 22/2006, l’opportunità del voto a domicilio è ammessa in occasione delle Elezioni della Camera, del Senato, dei membri del Parlamento europeo e delle consultazioni referendarie disciplinate da normativa statale. Per le elezioni dei Presidenti delle Province e dei Consigli Provinciali, dei Sindaci e dei Consigli comunali, le norme sul voto a domicilio si applicano soltanto nel caso in cui l’avente diritto al voto domiciliare dimori nell’ambito del territorio, rispettivamente, del Comune o della Provincia per cui è elettore.
 
Voto dei cittadini ricoverati e detenuti in carcere
In base alle Legge 15 Gennaio 1991, n. 15, è previsto che in occasione di tutte le consultazioni elettorali o referendarie, i degenti in Ospedali e Case di cura e i detenuti in carcere possano essere ammessi a votare nel luogo di ricovero o di restrizione.
Queste persone potranno votare esclusivamente previa esibizione della tessera elettorale rilasciata dal Comune di iscrizione e dell’attestazione rilasciata dal Sindaco concernente l’autorizzazione a votare nel luogo di ricovero o di restrizione.
Per ogni informazione si consiglia di consultare l'Ufficio elettorale comunale di competenza.
 
Riferimenti legislativi:
  • Legge 7 maggio 2009, n. 46. Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22, in materia di ammissione al voto domiciliare di elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l'allontanamento dall'abitazione.
  • Legge 27 gennaio 2006 n. 22. Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'esercizio domiciliare del voto per taluni elettori, per la rilevazione informatizzata dello scrutinio e per l'ammissione ai seggi di osservatori OSCE, in occasione delle prossime elezioni politiche.
  • Legge del 5 febbraio 2003, n. 17. Nuove norme per l'esercizio del diritto di voto da parte degli elettori affetti da gravi infermità.
  • Legge del 5 febbraio 1992, n. 104. Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate» (in particolare l’art. 29, comma 1).
  • Legge 15 gennaio 1991, n. 15. Norme intese a favorire la votazione degli elettori non deambulanti.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. Testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei Deputati (in particolare gli artt. 55 e 56).

Immagine tratta da pixabay.com

di Corina Serpeanu

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