Amministratore di sostegno

Con la legge 9 gennaio 2004, n. 6 è stata introdotta la figura dell'Amministratore di sostegno

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15 maggio 2018

Con la legge 9 gennaio 2004, n. 6 è stata introdotta la figura dell'Amministratore di sostegno, con la finalità di: "tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente". (articolo 1).

Chi è
L'Amministratore di sostegno è  un tutore delle persone anziane, disabili, dichiarate non autonome, che non siano interdette, ovvero che non abbiano perso la capacità di compiere atti giuridici.

Viene nominato dal giudice tutelare e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell'assistito, infatti può essere nominato: il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado.
Rammentiamo che: "non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura od in carico l'interessato". (Articolo 3, Legge n. 6/04).

Chi può richiedere
L'istituzione dell'Amministratore di sostegno  può essere richiesta anzitutto dallo stesso interessato, anche se interdetto o inabilitato (art. 406 C.C.), dal coniuge e dalla persona stabilmente convivente (art. 417 C.C.) dai parenti entro il quarto grado, da strutture sociosanitarie pubbliche o private, dallo stesso Pubblico Ministero.
Se il ricorso concerne persona interdetta o inabilitata il medesimo è presentato congiuntamente all'istanza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione davanti al giudice competente per quest'ultima se l'interessato è interdetto o inabilitato, il decreto (di nomina dell'amministratore di sostegno) è esecutivo dalla pubblicazione della sentenza di revoca dell'interdizione o inabilitazione.

Che cosa fa
Lo stabilisce il decreto del Giudice tutelare che riporta le generalità del beneficiario e dell'Amministratore di sostegno; la durata dell'incarico; i limiti dello stesso, le spese che l'Amministratore di sostegno può sostenere; la periodicità con cui l'Amministratore di sostegno stesso deve riferire al Giudice circa l'attività svolta e le condizioni "di vita personale e sociale del beneficiario.". (Articolo 3, Legge n. 6/04).
I poteri dell'amministratore di sostegno vengono annotati a margine dei registri di stato civile, al fine di consentire a terzi il controllo sul suo operato.
Il Giudice Tutelare può integrare o modificare - anche d'ufficio - il proprio decreto, in ogni momento.

Sul piano applicativo, gli atti da compiersi, previa autorizzazione del giudice tutelare rinviando all’art. 374, riguardano:

  • l’acquisto di beni per l’economia domestica (salvo i mobili necessari per l’uso) e per l’amministrazione del patrimonio;
  • la riscossione di capitali, la cancellazione di ipoteche o lo svincolo di pegni, l’assunzione di obbligazioni che non riguardano le spese necessarie per il mantenimento o per l’ordinaria amministrazione del patrimonio;
  • l’accettazione/rinuncia di eredità;
  • la stipula di locazioni di immobili ultranovennali;
  • le azioni giudiziarie, escluse le denunzie di nuova opera o di danno temuto e le azioni possessorie, di sfratto, per riscuotere i frutti o ottenere provvedimenti conservativi.
Gli atti invece da compiersi previa autorizzazione del Tribunale (art. 375) su ricorso ex art. 732 cpc riguardano:
  • l’alienazione dei beni, eccettuati i frutti e i mobili soggetti a facile deterioramento;
  • la costituzione di pegni e ipoteche;
  • la realizzazione di divisioni da situazioni di comproprietà e comunione, compresi i relativi giudizi;
  • l’accettazione di compromessi, concordati e transazioni.

Durata
Dura dieci anni, ma può essere rinnovato, a meno che si tratti di un parente o del coniuge o della persona stabilmente convivente, nel qual caso dura per sempre, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato.

Come  fare
La persona interessata può mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata presentare la richiesta al giudice tutelare (presso la Procura della Repubblica) della propria zona di residenza o anche domicilio ed entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, il giudice provvederà alla nomina dell'amministratore, il suo decreto diventa immediatamente esecutivo. Inoltre, i responsabili dei servizi sanitari e sociali, se a conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno devono fornirne notizia al pubblico ministero.

Revoca del provvedimento di nomina
Può essere richiesta al Giudice Tutelare dal beneficiario, dallo stesso Amministratore di sostegno, dal Pubblico Ministero, da chi ne aveva proposto la nomina o da uno dei soggetti che  avevano la facoltà di proporla.
Per attivare il provvedimento di revoca, va indirizzata al Giudice Tutelare una istanza nella quale sia precisato come non sussistano più le condizioni che hanno reso necessaria la nomina dell' Amministratore di sostegno.

Importante ricordare che: "Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'Amministratore di sostegno.  Il beneficiario può  compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana."

di Corina Serpeanu

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